Scafati. Alloggi comunali occupati, indagine della Corte dei Conti

La Guardia di Finanza acquisisce la documentazione amministrativa a Palazzo Mayer. Nel mirino l'appartamento in via Cozzolino, occupato da un ventennio da un ex dipendente comunale

Scafati comune
Scafati comune

Immobili comunali occupati abusivamente, scatta l’inchiesta della Corte dei Conti. Ieri mattina la Guardia di Finanza del comando compagnia di Scafati ha effettuato una acquisizione di documenti tra Palazzo Mayer e la sede distaccata di via Armando Diaz. In particolare le fiamme gialle hanno visitato gli uffici patrimonio, tecnico e personale. L’attenzione è puntata sugli immobili comunali oggetti di sgombero ma di fatto ancora occupati abusivamente. In particolare l’interesse è su un appartamento in via Federico Cozzolino, già sede della direzione del quarto circolo didattico, e non di edilizia residenziale pubblica, a quanto pare abusivamente occupato da circa un ventennio. A Palazzo Mayer era sindaco Nicola Pesce, quando l’ appartamento veniva occupato senza titolo dalla famiglia di un dipendente comunale, una situazione che resiste ancora oggi, nonostante le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute. La Corte dei Conti vuole accertare la natura e le eventuali responsabilità di un sicuro danno erariale accumulato nei riguardi dell’Ente. Gli occupanti, oltre a non aver versato canoni di locazione, sembra godessero pure delle utenze ancora a carico del Comune. I militari hanno acquisito tutto ciò che possa provare ogni possibile intervento portato avanti dall’Ente per liberare lo stabile in tutti questi anni. Una situazione a quanto pare ingarbugliata. Il Comune avrebbe regolarmente emesso decreto di sgombero anni fa, ma di fatto mai portato a termine. Negli anni sono stati molteplici i sopralluoghi e i tentativi fatti per liberare l’appartamento e restituirlo alla comunità scafatese. Acquisiti anche tutti gli atti e le azioni legali tentate per ritornare in possesso dell’immobile. Sull’appartamento, ad oggi occupato ancora dalla stessa famiglia, sono stati accesi i riflettori anche dalla Procura antimafia, fin dai primi giorni del post scioglimento. Un atto dovuto, soprattutto in virtù del decreto di scioglimento che aveva dedicato un apposito dettagliato capitolo ai diversi immobili di edilizia residenziale pubblica abusivamente occupati senza titolo. In alcuni di questi erano risultati residenti noti pregiudicati del posto, o persone a loro vicine. Appena pochi giorni fa la dirigente dell’ufficio Patrimonio Anna Sorrentino fu verbalmente aggredita nel suo ufficio da una coppia che pretendeva le chiavi dell’appartamento dal quale erano stati sgomberati tre anni prima. Un episodio che ha costretto la dirigente a sporgere denuncia presso la vicina tenenza dei carabinieri. Sono una decina i decreti di sgombero emessi da Palazzo Mayer, ma di fatto ancora non eseguiti, sia per carenza di risorse economiche che di personale in forze a Polizia Municipale, Carabinieri e Guardia di Finanza. “La legalità e il rispetto delle leggi è una pratica imprescindibile. Il Comune deve agire senza se e senza ma. Le persone devono capire che a Scafati non esistono furbi che la passano liscia” il monito del consigliere di minoranza Giuseppe Sarconio.

Adriano Falanga