Scafati. Doveva nascere a San Valentino, muore nel grembo al nono mese

Giallo in una clinica napoletana, la bimba è morta poco prima di vedere la luce. Famiglia sotto choc, si attende l'autopsia

Muore nel grembo della mamma a poche ore dalla sua nascita, è giallo in una nota clinica alle porte di Napoli. Un giorno di festa si è trasformato in tragedia, per una coppia di coniugi, lui 43 anni scafatese, lei 40enne di origini pompeiane. Doveva chiamarsi Milena la bambina, come la zia. Il parto era stato programmato per il giorno di San Valentino. Tutto era pronto, per la gioia dei genitori e di tutti i familiari, che attendevano da dieci anni il suo arrivo. L’ultima visita di ruotine l’avevano fatta martedi 11 febbraio, era tutto tranquillo, la bimba stava bene, e i suoi parametri nella norma. Il parto era stato programmato per il 14 febbraio. Quella mattina la coppia arriva in clinica con il necessario per il parto, nulla lasciava presagire quello che sarebbe amaramente successo qualche ora dopo. Al momento del ricovero, come da prassi, vengono effettuati i dovuti controlli e monitoraggi alla mamma e alla bambina che porta in grembo. Tutto nella norma, la donna si ricovera. Nel pomeriggio sarà effettuato un secondo tracciato, e qui, contro ogni aspettativa, la tragica notizia: la bambina non dava segnali di vita. “Vostra figlia è morta”, diranno i medici ai genitori. Comprensibile il dramma, tra lo stupore e la disperazione. Come poteva essere stato possibile? Cosa era mai potuto accadere tra un tracciato e un altro, nell’arco di poche ore, con la donna pronta per dare alla luce Milena? Una situazione che ha sconvolto tutta la famiglia, accorsa in quella clinica, molto nota in zona, per capire cosa fosse successo. “Chiediamo venga fatta luce su ciò che è accaduto” gridano i familiari. La donna, ancora ricoverata nella struttura, è sotto choc. In grembo quel figlio che aspettava da dieci anni. I medici del reparto Ostetricia e Ginecologia non hanno saputo fornire una risposta precisa. Necessario far partorire la donna, e in secondo momento effettuare un’autopsia sul quel corpicino morto ancor prima di vedere la luce. Forse una malformazione, o forse un qualcosa che era sfuggito a i medici nei nove mesi di gravidanza? I primi mesi era tutto filato liscio per la mamma e la bambina, poi qualche problema di ipertensione l’hanno costretta ad un monitoraggio costante nel tempo. Nonostante ciò madre e figlia non avevano mai avuto complicazioni, la situazione sotto controllo continuo aveva fatto si che si potesse arrivare alla fine dei nove mesi per un parto programmato. Fatalità o errore dei medici? I familiari hanno dato il consenso per effettuare l’esame autoptico, per il momento non hanno sporto denuncia. “Vogliamo capire cosa è successo in quelle poche ore, la bambina era viva la mattina e a mezzogiorno morta”. Una volta avuta una spiegazione dai medici, saranno fatte le dovute valutazioni. Resta il dramma, e quel corredino rosa oramai inutile.

Adriano Falanga