Scafati. Incidenti allo stadio, di nuovo chiuso il “28 settembre”

Gli scontri durante la partita con la Palmese hanno comportato danni alla struttura. Il sindaco: "vanificati gli sforzi dell'amministrazione"

E’ durato il tempo di una partita l’idillio tra l’amministrazione comunale e il mondo calcistico che ruota attorno alla Scafatese 1922. In mezzo, ancora una volta, la questione Stadio comunale “28 settembre”. Mercoledì pomeriggio una ordinanza di settore, firmata dalla dirigente Anna Sorrentino, ha disposto la disputa a porte chiuse della gara di domenica prossima contro la Battipagliese. La motivazione? Questione sicurezza, soprattutto alla luce degli incidenti verificatisi nel corso della partita contro la Palmese, gara che ha segnato di fatto il ritorno al Comunale del canarino dopo il lungo esilio presso il “Varone” di Sant’Antonio Abate. Tra il primo e il secondo tempo ci furono scontri tra frange di tifosi. Furono fermate e identificate, dai carabinieri agli ordini del Tenente Gennaro Vitolo, una ventina di persone. Per sei di loro è stata chiesta la misura interdittiva del Daspo, tra cui quattro scafatesi. Restano però i danni provocati, ad una struttura appena riaperta e nella consapevolezza che anche solo riassettare un sediolino può comportare uno sforzo economico non sempre possibile da parte del Comune di Scafati. A spingere Palazzo Mayer alla chiusura dello stadio è stata una dettagliata relazione presentata dal comandante della locale tenenza Gennaro Vitolo. Nel documento sono state evidenziate diverse criticità all’impianto, conseguenza degli scontri dell’altra domenica, che di fatto non possono garantire la sicurezza del pubblico. “Gli episodi della scorsa partita di intemperanza di alcuni tifosi sono stati rilevanti per la decisione presa. Sono stati divelti alcuni cancelli e danneggiate sedute – spiega il sindaco Cristoforo Salvati – tutti gli sforzi della nostra amministrazione sono stati vanificati dai comportamenti incivili di alcuni tifosi”.

“Sono amareggiata, la questione sicurezza è prioritaria, soprattutto per coloro che amano il calcio e la Scafatese – così Anna De Cola, assessore allo Sport – Mi rendo conto che i comportamenti di alcuni pseudo tifosi non possono danneggiare un’intera tifoseria, appassionata e corretta. Purtroppo occorre ripristinare ciò che è stato danneggiato”. Oltre a tratti di recinzione mancante, calcinacci, pietre, pezzi di plexiglas presenti nella struttura, frutto degli incidenti passati, possono rappresentare corpi contundenti, utilizzabili per atti violenti. In attesa dell’agibilità definitiva, a permettere la riapertura del “28 settembre” un’autorizzazione che vincola la capienza a soli 200 posti. E’ amaro lo sfogo del patron Vincenzo Cesarano, che pure ha compiuto uno sforzo economico non indifferente, riportando in città il bomber Evacuo, che ha permesso la vittoria contro la capolista Palmese. Giocare a porte chiuse significa niente incassi, che per una società dilettantistica segna la differenza. “Ancora problemi. Ho vinto un campionato di Promozione a porte chiuse e lontano dalla mia terra. Chi è con me avanti insieme, chi non è con me è contro” ha scritto in rete. E sempre la rete restituisce decine di commenti contro la decisione. “Non è stata la Lega o la Prefettura a disporre la chiusura, ma il Comune. Mai si era vista una cosa simile” si legge. Chiede le dimissioni dell’assessore De Cola il gruppo consiliare Insieme per Scafati. “Nella gestione della problematica Stadio Comunale l’Amministrazione Comunale sta dimostrando pressapochismo ed improvvisazione incredibili – scrivono Michele Russo, Michele Grimaldi, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto – ci chiediamo e chiediamo al Sindaco ed all’Assessore allo Sport: a che punto sono le procedure per la realizzazione della via di fuga? Per quale motivo prima si concede un’autorizzazione e poi dopo un mese la si revoca? Riteniamo che tutto ciò sia indegno ed irrispettoso della città e della storia dei Canarini. Le dimissioni dell’Assessore allo sport, che non solo è stata smentita dai fatti, ma è ora totalmente assente, sarebbero un atto dovuto e di rispetto per la città e per la Scafatese”.

Adriano Falanga