Scafati. La città nel panico, Salvati: “meglio restrittivi che lassisti”

Il primo cittadino chiude scuole e sospende le attività istituzionali. Uffici comunali chiusi e divieto di eventi in pubblico. "Meglio restrittivi che lassisti, è il momento della responsabilità"

Scaffali vuoti nei supermercati scafatesi. “Ho visto il panico tra i clienti” spiega Maria Luisa Scafarti, direttrice dell’ipermercato Iper G del centro Plaza.  Lunedi mattina, da lei come in molti altri ipermercati, si è registrato un afflusso straordinario di clienti, intenzionati a fare provviste di beni di prima necessità come alimentari, scatolame e acqua. Serpeggia la tensione tra gli scafatesi, e nonostante non vi sia nessuna emergenza Coronavirus, la paura ha prevalso sul buon senso. A provocare il panico la notizia della famiglia finita in osservazione a seguito di contatti diretti avuti con persone provenienti da Codogno, focolaio dell’epidemia in Lombardia. “Stanno tutti bene, tranquilli e senza sintomi” rassicura il sindaco Cristoforo Salvati. In quello studio medico di Poggiomarino dove lavora la donna, venerdì sera una ragazza proveniente da Codogno si è sottoposta ad una visita già programmata da tempo. Nonostante sia risultata negativa al tampone, per lei e coloro con i quali ha avuto contatti è scattato il protocollo cautelativo della quarantena. Questo ha convinto il primo cittadino di Scafati ad emanare una serie di ordinanze molto restrittive, nelle quali si dispone di fatto la chiusura delle scuole, degli uffici comunali, del mercato, e il divieto di tenere manifestazioni o eventi pubblici fino a sabato 29.  “Manteniamo alto il livello di guardia – conferma Salvati, in conferenza stampa con il vice Peppino Fattoruso, l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia e il Presidente del Consiglio Mario Santocchio – non vogliamo creare allarmismi, ma neanche tenere un atteggiamento lassista. Chi arriva dalle  zone colpite deve contattare le autorità per attivare i protocolli preventivi previsti. Il nostro punto di primo intervento sarebbe assolutamente insufficiente per una emergenza simile”. “Il virus non è letale, ma ha una elevata penetranza – aggiunge Arpaia – Un elevato numero di contagiati potrebbe comportare il rischio di collasso del nostro sistema sanitario locale, è questo che preoccupa e ci spinge ad essere prevenuti. Già in tempi normali le nostre strutture sono sovraccariche”. Scafati paga ancora la chiusura del pronto soccorso e il ridimensionamento dell’ospedale Scarlato. L’intero agro nocerino, circa 400 mila abitanti in poche decine di km quadrati, può fare affidamento soltanto sull’Umberto 1° di Nocera Inferiore, che a stento riesce a contenere l’ordinario. E’ questa la vera emergenza che preoccupa Palazzo Mayer.

Adriano Falanga