Scafati. Manifesti funebri, indaga l’ANAC, segnalazione partita da Aliberti

Affissione manifesti funebri, l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) scrive al Comune di Scafati, chiedendo entro 15 giorni una dettagliata relazione

Affissione manifesti funebri, l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) scrive al Comune di Scafati, chiedendo entro 15 giorni una dettagliata relazione su come attualmente viene gestito il servizio. Sullo sfondo un esposto presentato dall’ex sindaco Pasquale Aliberti, che ha comportato l’apertura di un fascicolo da parte dell’Ufficio Vigilanza Centrali di Committenza Concessioni di Servizi dell’Autorità guidata dal magistrato Raffaele Cantone.

“Con segnalazione pervenuta all’Anac, acquisita al prot. n. 3827, il signor Angelo Pasqualino Aliberti, ha rappresentato una problematica relativa all’affissione dei manifesti funebri in codesto Comune – si legge nel documento, arrivato a Palazzo Mayer il 10 febbraio – In particolare il signor Aliberti ha rappresentato che il Comune di Scafati avrebbe favorito le due imprese funebri della città, Ditta Cesarano e L’Eternità (legate, secondo la procura, ad ambienti criminali), consentendo loro l’affissione gratuita di manifesti funerari, autorizzate all’esercizio dell’attività in assenza di certificato antimafia dalla Commissione Straordinaria, attraverso il Dirigente Preposto, con atti autorizzativi del 05.07.2017”.

Oggetto del decrato di sciogliemento.
Il decreto di scioglimento del Comune di Scafati dedica un apposito articolo alla pubblicità funebre, tanto da farne uno dei principali capi d’accusa della Procura Antimafia nei confronti dell’ex sindaco, attualmente a processo per voto di scambio. Secondo l’accusa infatti, Aliberti avrebbe consentito l’affissione di manifesti che violavano le norme previste dalla legge. In questo modo, quindi, le ditte avrebbero ottenuto il vantaggio di non versare i tributi previsti. Una tesi sostenuta anche da dichiarazioni rese dall’ex responsabile dell’ufficio Manutenzione, finito anch’esso sul registro degli indagati. A distanza di oltre tre anni, secondo l’ex sindaco nulla sarebbe cambiato a Palazzo di Città.

 

“L’esponente ha segnalato inoltre che le due società hanno continuato ad affiggere manifesti funerari in deroga al rispetto del Capitolato d’Appalto, e senza il controllo del dirigente dell’Area Economico Finanziaria del Comune – si legge ancora – I manifesti sono stati affissi da dipendenti delle due imprese funebri, collegate sempre, secondo la procura, ad ambienti malavitosi, su impianti di proprietà del Comune di Scafati, senza che il Comune abbia percezione del numero dei manifesti affissi”. Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa, la tesi di Pasquale Aliberti, che sulla vicenda ha anche citato in giudizio l’ex sovraordinato prefettizio Valentino Antonetti, reo di aver omesso di sottolineare all’organo inquirente che nel corso della gestione commissariale aveva rilasciato l’autorizzazione alle due ditte L’Eternità e Cesarano di svolgere servizi e trasporto funebre sul territorio cittadino.

Una relazione.
“Si rappresenta la necessità di acquisire, entro il termine ultimo di giorni quindici, decorrenti dalla data di ricevimento della presente, una relazione aggiornata sullo stato del procedimento oggetto di contestazioni, al fine di valutare i motivi di una eventuale illegittimità nell’espletamento della procedura indicata” conclude la missiva, a firma dell’ingegnere Umberto Reale. “Con questa amministrazione i tributi si pagano regolarmente, e l’affissione è coordinata dal nostro ufficio con la Soget, concessionaria per la pubblicità”, puntualizza da Palazzo Mayer Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale. “L’aria è cambiata, siamo assolutamente sereni, anzi, l’occasione ci permette di dimostrare anche all’Anac il cambio di passo che l’amministrazione Salvati ha portato al Comune di Scafati, dopo lo scioglimento”.

Adriano Falanga