Scafati. Volano stracci in maggioranza, sfiorata la rissa

Insulti e accuse tra consiglieri e assessori. Il malcontento di Identità Scafatese. Al centro delle polemiche la gestione dell'Acse

Scafati Maggioranza Salvati
Scafati Maggioranza Salvati

Volano insulti in maggioranza, si sfiora la rissa e Identità Scafatese abbandona la seduta. E’ stato un vertice al vetriolo quello tenuto dalla coalizione di Cristoforo Salvati mercoledì sera. Doveva essere un ordinario pre consiglio propedeutico alla seduta di lunedì 9 marzo (rinviata per emergenza coronavirus), invece la situazione è degenerata, con scambi di accuse tra alcuni consiglieri e assessori. A interrompere la riunione la necessità di “fare alcune comunicazioni condivise con il mio gruppo” dell’esponente di Identità Scafatese, Antonella Vaccaro. L’imprenditrice, seppur con toni pacati, comincia ad elencare tutta una serie di contestazioni politiche sull’operato dell’amministrazione. Dalla posizione dominante di Fratelli D’Italia alla scelta di Di Massa di non entrare in Giunta fermo restando l’acquisizione delle deleghe da consigliere comunale. Stoccate anche a Salvati Sindaco “per l’abilità nell’essersi saputi imporre e dare seguito alle loro richieste, facendo, unitamente agli amici delle Lega fronte comune per essere ascoltati”. La Vaccaro lamenta un immobilismo amministrativo a favore di un continuo gioco forza tra i suoi colleghi per poltrone e incarichi. “Basta con le liti per questo o quel posto o poltrona, basta con il credere che io sia solo un voto, io ho scelto di fare politica – le sue parole – Voglio vedere progetti, voglio parlare del fare cose, voglio sapere cosa di quello che abbiamo propagandato nelle case degli scafatesi sarà realmente realizzato, voglio e pretendo l’informazione. Non chiedo poltrone o incarichi ma che si lavori su cose concrete, progetti, che si valutino proposte e che vengano discusse le prospettive, le opportunità, la fattività di crescita per Scafati”. A far degenerare la discussione però sono le dichiarazioni rilasciate da Pasquale Vitiello e Ida Brancaccio sull’operato della partecipata Acse. I due esponenti di Insieme Possiamo, senza giri di parole, avevano parlato di inadempienza contrattuale e necessità di un cambio al vertice, vale a dire le dimissioni di Daniele Meriani. Parole condivise dagli altri gruppi consiliari, ma che Identità Scafatese ha visto come una critica, seppur indiretta, al loro operato. Sia l’assessore alle Partecipate Raffaele Sicignano che la consigliera delegata all’Ambiente Daniela Ugliano sono infatti esponenti della civica, seconda per voti raccolti a maggio 2019.

Dal confronto allo scontro, con in mezzo il primo cittadino Cristoforo Salvati in difficoltà a comprendere i motivi di tale risentimento tra i suoi consiglieri. Si sfiora la rissa, tra la stessa Ugliano, Pasquale Vitiello, Paolo Attianese, Raffaele Sicignano. Con il gruppo di civici che abbandona la seduta in palese dissenso. “Polemiche costruite artatamente e dal retrogusto politico, secondo Daniela Ugliano. “Si discrimina l’operato Acse per rimuovere l’amministratore unico e riposizionare un cda politico – dice – Periodicamente la sottoscritta ha tenuto riunioni con i dirigenti Acse, del Comune e con rappresentanti delle liste della coalizione. Riteniamo speculative le dichiarazioni rese, anche perché la delegata di Insieme Possiamo era sempre presente e ha sottoscritto i verbali degli incontri. Bisogna valutare a 360° l’operato dell’azienda, come il risanamento dei conti, e le tante operazioni che svolge al di fuori del contratto, come la gara periodica per il conferimento della frazione organica, che spetta al Comune, o la pulizia di aree che non rientrano nella convenzione”. Il giorno dopo Antonella Vaccaro conferma la sua posizione: “Sono stata eletta e siedo orgogliosamente in consiglio comunale per dare un contributo che porti miglioramenti alla nostra comunità non per altro, sia chiaro a tutti. Se non si cambia rotta posso anche andare a casa – poi puntualizza – delle nomine in Acse non ne ho mai parlato né mi interessa scendere nel merito di una questione  che ha altri esponenti che se ne devono fare carico”.

Adriano Falanga