Scafati. Debiti Piano di Zona e Scafati Sviluppo, doppia scure su Palazzo Mayer

Liquidato un decreto ingiuntivo di 622mila euro per prestazioni sociosanitarie non pagate dal disciolto Pdz, mentre la curatela fallimentare revoca la vendita degli 8 immobili ex Copmes

Piano di Zona S1
Piano di Zona S1

Doppia scure si abbatte su Palazzo Mayer. Una determina del commissario ad Acta liquida, in danno del Comune di Scafati, la somma di 622mila euro in favore di una società di servizi sociali, mentre il Tribunale fallimentare revoca la vendita degli otto capannoni del lotto C, dell’area ex Copmes. Una revoca che pesa, secondo le stime dell’ente, circa 5 milioni di euro.

IL PDZ

Con sentenza n. 1446/2018 del T.A.R. della Campania – Sezione di Salerno, è stato accolto il ricorso della S.S.R. Servizi Sanitari Residenziali s.r.l, contro il Comune di Scafati, quale Comune Capofila del disciolto Ambito Territoriale SO1. Per l’ottemperanza del decreto ingiuntivo n.1291/2017, reso dal Tribunale di Nocera inferiore, il Prefetto di Salerno ha nominato il dottor Vincenzo Monaco quale Commissario ad Acta per l’esecuzione della sentenza, considerata vista l’inerzia del Comune di Scafati. Lo stesso commissario prima con delibera commissariale del 15 gennaio scorso riconosceva la somma di 622.698,43 euro quale debiti fuori bilancio, mentre con determina del 12 febbraio liquidava l’importo in favore della società che aveva prestato servizi sanitari in convenzione con il vecchio Piano di Zona, che comprendeva 11 comuni convenzionati e Scafati capofila. Si tratta di  482.256,57 euro per sorta capitale, 140.441,86 euro per interessi e € 4.103,40 euro a favore dell’avvocato Andrea Di Nunno per spese legali. Al Comune di Scafati viene riconosciuta la dilazione del pagamento: oltre 89 mila euro liquidati lo scorso 20 febbraio, e il saldo in 10 rate mensili di 53 mila euro, con decorrenza ad ogni decade del mese. Ironia della sorte, il Comune di Scafati di fatto non è debitore di un solo euro sui 622 mila che è chiamato a pagare. Nel dettaglio, il Comune di Angri doveva versare 50mila euro; 21mila in più del debito di Castel San Giorgio; circa 3800 quello di Corbara, ben 184mila Nocera Inferiore; 87mila Nocera Superiore; 71mila euro Pagani; 107mila Roccapiemonte e scarsi 46mila Sarno. Il tutto con interessi legali e di moratoria. Nella sua qualità di ente capofila assume la carica di rappresentante legale, e la gestione del Piano ricade a tutti gli effetti nel bilancio comunale. “Continuiamo a pagare debiti ereditati da una gestione scellerata e incontrollata del vecchio piano d’Ambito. Debiti su debiti che rischiano di minare la stabilità del piano di riequilibrio” le parole di Mario Santocchio. “E’ questo che la città deve capire, ma soprattutto ricordare quando l’attuale amministrazione ha difficoltà a garantire i servizi essenziali. Le già scarne risorse economiche vengono ancora oggi assorbite per far fronte ai debiti che non smettono di arrivare”.

LA SCAFATI SVILUPPO

Quanto alla Scafati Sviluppo, la società di trasformazione Urbana è fallita ad Aprile 2017, e con essa la riqualificazione dell’area ex Copmes. Il Tribunale su istanza della curatela fallimentare composta dai legali Bruno Meoli e Giovanni Faggiano, nominati dal giudice Mario Fucito, ha accettato la revoca della vendita degli 8 capannoni, i quali adesso rischiano di finire all’asta per far fronte ai debiti accumulati e pagare i debitori. “Una beffa nella beffa per gli imprenditori che avevano investito nel progetto, che oggi corrono il rischio di perdere soldi e ovviamente lavoro. Non è un buon segno per la città. Non è così che si aiuta lo sviluppo economico. E c’è ancora qualcuno che si eleva a grillo parlante” polemizza ancora Santocchio.

Adriano Falanga