Scafati. Positivi al Covid19: “Stiamo bene, siamo assistiti via whatsapp”

Parla Antonio, con altri suoi 4 familiari è positivo al virus. Sono già in isolamento dal 25 febbraio. Le loro condizioni non sono gravi.

“Stiamo tutti bene, grazie a Dio”. Antonio, 45enne tecnico installatore di impianti di videosorveglianza, è con altri suoi quattro familiari in quarantena domiciliare perché risultati positivi al virus Covid19. Sono loro la “famiglia scafatese”, al momento l’unica, ad essere stata contagiata dal virus che sta rivoluzionando le abitudini degli italiani. A trasmettere il virus la mamma, 67enne di ritorno da Casalpusterlengo, in piena zona rossa. “Mia mamma è arrivata qui il 20 febbraio, con papà aveva già programmato di venirci a trovare, perché da tempo non ci vedevamo – chiarisce Antonio – la quarantena obbligatoria in quelle zone è scattata due giorni dopo”. La donna “che non è affatto anziana come leggo in giro” era stata messa in isolamento, con i familiari, dal giorno 25 febbraio. All’inizio nessun sintomo, tutto tranquillo, fino a quando una febbricola fa scattare l’allarme. In famiglia sono 8, oltre alla coppia di genitori vi sono Antonio con moglie e 4 figli. Vengono avvisate le autorità sanitarie che già stavano monitorando le condizioni della famiglia, originaria di Torre Annunziata. Cinque tamponi su otto risulteranno positivi, il virus risparmia il papà di Antonio e due suoi figli, compreso il più piccolo. “Stiamo tutti bene, ogni tanto avverto un po’ di mal di gola e mal di testa, sintomi che in un primo momento credevo ascrivibili allo stress della situazione” confessa Antonio. Sia le Istituzioni locali, il medico di famiglia che l’Asl di Salerno telefonano più volte al giorno per accertarsi delle condizioni della famiglia. “Devo misurare la temperatura corporea di tutti e inviarla loro tramite whatsapp” è il protocollo sanitario a cui sono sottoposti. “Devo dire che sia l’Asl nella persona del dottor Lombardi che il mio medico di base sono davvero molto premurosi e professionali. Siamo seguiti e non lasciati soli. Per loro ho parole di ringraziamento”. Con le autorità sanitarie Antonio ha ricostruito i contatti sociali che ha avuto la famiglia, non tanti, considerato che sono in isolamento da un paio di settimane. Alcuni vicini sono stati messi in isolamento preventivo e non è escluso, in caso di necessità, il tampone anche per loro. “In famiglia abbiamo anche il nonno classe 1924, in piena salute – scherza Antonio, per sdrammatizzare – in realtà non vive con noi e non lo vediamo da oltre un mese”. Quanto alle incombenze quotidiane, come la spesa: “abbiamo il sostegno di amici e familiari. L’importante è che tutto si risolva al meglio, per noi e per tutti. Passerà”. Sta bene anche Paolo, il geometra 50enne in isolamento volontario, perché amministratore di condominio della maestra di Trecase, risultata positiva. “In realtà io avrei finito anche il periodo di quarantena di 14 giorni, perché ho incontrato la signora il 24 febbraio scorso, nel corso di un’assemblea di condominio del quale sono amministratore – chiarisce il professionista – sono in perfetta salute, ma per precauzione e in accordo con la Asl ho deciso di prolungare l’isolamento”. Ha finito l’isolamento anche Antonio, l’operaio che aveva fatto ritorno da un corso di aggiornamento tenuto a Codogno, mentre in queste ore tre persone, di ritorno dal nord Italia, si sono dichiarati e messi in isolamento presso il proprio domicilio. “La situazione è costantemente monitorata – spiega l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia, che si toglie un sassolino dalla scarpa – quando con il sindaco Cristoforo Salvati decidemmo la chiusura delle scuole, l’ordinanza fu criticata perché ritenuta troppo rigida. In pochi giorni la situazione si è capovolta, dimostrando che avevamo intuito bene”.

Adriano Falanga

Agro24Spot