Coronavirus: De Luca, no a cibo a domicilio

“Io dico di no al cibo da asporto, nonostante il Governo abbia detto si’. Lancero’ l’ordinanza questa mattina”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a Radio Crc. “Se abbiamo 100 pizzerie – ha aggiunto – che ogni sera fanno almeno dieci consegne a domicilio diventano mille contatti in dieci giorni, con la consegna di pizze a meno di un metro dal cliente. E’ una piccola cosa che rischia di creare migliaia di contatti personali e moltiplicare il contagio. Mettere in campo misure rigorose significa questo, le mezze misure non servono. Se non siamo rigorosi oggi, rischiamo di trascinarci questo problema per mesi e mesi, con una crisi economica drammatica. Tante lamentazioni sono superflue, facciamo due settimane di sacrificio, cosi’ che dopo ci sara’ una ripresa economica inimmaginabile, perche’ la gente avra’ voglia di vivere”. “Il dopo – ha proseguito De Luca – non mi preoccupa ma dobbiamo avere un rigore spartano, non deve esserci nemmeno una sbavatura nei comportamenti. Io ripeto sempre a chi me lo chiede: se tra un mese, tua madre, tuo padre, tuo nonno, ha una difficolta’ respiratoria drammatica e deve andare in ospedale, ma non ci sono posti in terapia intensiva, che si fa? A Bergamo questa situazione gia’ accade, e i medici devono fare una scelta su chi ricoverare in terapia intensiva, se ricoverare uno che ha il coronavirus o magari uno che ha avuto un trauma cranico in incidente stradale. Decidono chi deve vivere e chi deve morire”.
Ansa