Coronavirus: il grande impegno della Pubblica Assistenza Città di Angri

I volontari della Pubblica Assistenza Città di Angri, stanno dedicando una parte della loro vita e del loro tempo libero per partecipare attivamente alla gestione dell'emergenza legata al COVID-19

Pubbica Assistenza Città di Angri
Pubbica Assistenza Città di Angri

Sono circa venti giorni che stanno sacrificando affetti e mettendo seriamente a rischio la loro salute. Sono gli uomini della Pubblica Assistenza Città di Angri, un’associazione composta da volontari di Protezione Civile che dedicano una parte della loro vita e del loro tempo libero per partecipare attivamente alla gestione delle emergenze, come nel caso quella legata al COVID-19.

Un gruppo giovane ma con tanta esperienza pregressa.

Un gruppo associativo giovane, che si è costituito nel 2017, ma che affonda solide radici nel volontariato attivo pregresso di molti dei suoi componenti. In queste settimane di drammatica emergenza sanitaria si sono attivati per dare supporto a chi non può permettersi estenuanti code davanti ai supermercati, farmacie e negozi di vicinato. Il gruppo di volontari lavora, giorno e notte, in maniera incessante fino a tarda sera, senza trascurare, con le giuste cautele che il caso richiede, nessuno. Volontari impegnati a recapitare spese, medicinali e altri generi di conforto garantendo soprattutto la fascia dei cittadini anziani e quelle fasce considerate “deboli”.

Una mano sempre tesa.

Non ha importanza il loro nome, la loro identità nascosta dalle mascherine di protezione contro COVID-19, il loro obiettivo resta la mano testa verso i più deboli assediati da questo devastante virus. Loro si autodefiniscono i “volontari del territorio” e oggi effettivamente rappresentano una realtà crescente e aggregativa interessante per il tessuto sociale. La Pubblica Assistenza Città di Angri che ha base operativa e logistica in Via Stabia in questi giorni è diventata uno dei punti di riferimento per molti cittadini ma anche per addetti ai lavori. Una vera “melting pot” della solidarietà.
Luciano Verdoliva