Scafati. Chiuse le mense dei poveri, le parrocchie si organizzano diversamente

Si cerca di garantire l'assistenza a domicilio, al via numerose iniziative solidali. Parrocchie in prima linea

Mensa Scolastica
Mensa Scolastica

E’ un’emergenza nell’emergenza, ed è “invisibile” come lo stesso coronavirus. Gli scafatesi, come il resto d’Italia, dono chiamati al “sacrificio” di restare a casa, ma c’è chi una casa non ce l’ha, e neanche un pasto caldo. Sono gli “invisibili” che usufruiscono delle mense pubbliche, doppiamente colpiti dalle pesanti restrizioni imposte dalle autorità Istituzionali per contenere il contagio del virus che ha messo in ginocchio l’Italia. Oltre una 50ina di loro fino a pochi giorni fa, da oltre un ventennio, potevano usufruire della mensa Caritas gestita dai volontari della Parrocchia di Santa Maria Delle Vergini, in via Nazario Sauro. “Abbiamo resistito fino alla settimana scorsa, poi la struttura non ci ha più permesso di rispettare le ordinanze, e garantire la sicurezza dei fruitori e degli stessi volontari” spiega Don Giovanni De Riggi. In un primo momento si è cercata l’alternativa di somministrare i pasti da asporto: “ma non era praticabile, non potevamo garantire loro un posto dove consumare i pasti e di certo non in piedi, all’aperto”.

La parrocchia.
La  parrocchia riesce a seguire coloro che vivono nei dintorni, ma è praticamente impossibile aiutare i tanti che arrivavano, tramite la vicina stazione della Circumvesuviana, dai paesi limitrofi. Venivano apposta a Scafati, oggi non possono. “Nonostante le difficoltà riusciremo a garantire la distribuzione dei pacchi alimentari entro Pasqua”, mentre l’Azione Cattolica ha avviato il servizio “chimACi”, dove i volontari si offrono per l’acquisto di farmaci, beni di prima necessità e il pagamento delle bollette a chi non è in grado di lasciare il proprio domicilio. “Ma sono ottimista – aggiunge Don Giovanni – in questi giorni noto una profonda comunione delle famiglie scafatesi che pregano a casa”. Continua ad operare, seppur con nel rispetto delle misure restrittive imposte dal Governo, la “casa di Francesco” gestita dalla Parrocchia di San Francesco Di Paola. “Sono decine le telefonate che arrivano da ogni parte per chiedere ospitalità, ma la nostra struttura è piccola e stiamo limitando al massimo le presenze per garantire le precauzioni necessarie – così Don Peppino De Luca – Stiamo dando dei “buoni per il panino” per evitare la sosta negli ambienti comuni, garantendo al massimo la pulizia”.

Diversi servizi.
Le associazioni che ruotano in questa realtà parrocchiale hanno avviato diversi servizi, tra cui “Acalate o panar”, anche qui spesa e commissioni a domicilio per chi ha difficoltà a muoversi da casa.

Adriano Falanga