Scafati. Covid Hospital. D’Ambrosio: pronti 80 posti letto

L’ospedale Mauro Scarlato è stato riconvertito in centro di riferimento per il trattamento dei pazienti Covid-19 Falanga intervista Maurizio D'Ambrosio

Maurizio D'Ambrosio
Maurizio D'Ambrosio

L’ospedale Mauro Scarlato è stato riconvertito in centro di riferimento per il trattamento dei pazienti Covid-19. Un polo che prende in carico il paziente fin dal momento della diagnosi e garantendo l’assistenza in ogni stadio della malattia. I lavori per la riconversione sono partiti una decina di giorni fa, oggi la struttura è operativa, satura nei posti al momento disponibili e pronta ad accoglierne altri nel momento in cui ci fosse la necessità, e disponibilità di medici soprattutto. Una riconversione che ha fatto molto discutere, presa in assenza di un confronto con le Istituzioni locali, giustamente preoccupate per la tutela e sicurezza degli operatori sanitari che vi operano. “I dispositivi di protezione individuali stanno arrivando, al personale è garantita la massima sicurezza”, la conferma di Maurizio D’Ambrosio, direttore sanitario del Dea di Nocera Inferiore-Pagani-Scafati.

L’intervista.

Dottore, la criticità più temuta sta nei percorsi dedicati, che nascono in aree comuni.
“A parte che abbiamo potenziato il servizio di pulizia e sanificazione, da oggi abbiamo nella disponibilità una barella di biocontenimento e quindi i pazienti vengono trasportati per le attività diagnostiche con questa barella e ogni ambiente che potrebbe essere a rischio viene immediatamente sanificato. Noi non nasciamo come ospedale specializzato, abbiamo dovuto rimodulare la struttura, ma abbiamo una tipologia strutturale che ci permette di garantire percorsi protetti. I dpi e gli elevatori dedicati ci permettono di fare la giusta prevenzione”.
Diamo i numeri, in questo momento quanti pazienti sono ospitati e quali i reparti operativi?
“Abbiamo 5 posti in terapia intensiva respiratoria, 14 in terapia subintensiva, tutti occupati, e altri 10 sono pronti e operativi al bisogno. Settimana prossima sarà trasferito l’intero reparto Malattie Infettive dall’Umberto I° di Nocera Inferiore, ieri abbiamo terminato i lavori con i percorsi dedicati e le zone filtro che devono essere rispettati. Al bisogno possiamo attivare altri 24 posti al primo piano di media e alta assistenza, sarà un reparto che possa garantire una sorta di turn over per coloro che escono da una situazione più complessa o non ne hanno bisogno. A regime possiamo arrivare fino ad una 80ina di posti totali”.

Il Pronto Soccorso Covid-19 è operativo?
“Stiamo completando dei piccoli lavoretti per definire i percorsi protetti. Quelli che arrivano e che devono essere accertati faranno il percorso principale, quelli che invece sono trasferiti da altre strutture, con malattia già diagnosticata, faranno percorsi protetti separati”.

A Scafati viene applicato il protocollo sperimentale per la cura del Covid-19 tramite somministrazione di farmaci già noti per l’Artrite?
“Certamente, il protocollo oramai è nazionale”.

Rislutati incoraggianti.

E i risultati?
“Incoraggianti, ma bisogna dire che molto dipende dalle condizioni del paziente in cui si trovava prima di contrarre il covid. Quelli che hanno grossi problemi sono in genere pazienti che hanno già malattie croniche debilitanti, dove il covid trova terreno fertile. Il farmaco cura la forte infiammazione polmonare, ma non esclude l’aggravamento delle altre patologie, come malattie oncologiche, diabete, problemi respiratori”.

I tamponi preventivi effettuati sul personale sanitario hanno dato riscontro positivo su tre infermieri. La ricostruzione dei possibili contagi fatta dai vertici sanitari esclude però la possibilità che siano avvenuti in servizio, è possibile invece che due infermieri siano venuti a contatto con il terzo positivo, sintomatico e in malattia dal 12 marzo.

Sindaco perplesso.

Questo non rassicura il sindaco Cristoforo Salvati, che ritorna scrivere al Governatore De Luca. “Questo conferma le mie perplessità su un processo di riconversione dell’ospedale che definirei prematuro e che rischia di avere ripercussioni gravi, sia sugli operatori sanitari sia sulla collettività che rappresento. Condividendo la posizione dei miei colleghi sindaci di Sarno e Nocera Inferiore, ribadisco la necessità di provvedere con urgenza a dotare coloro che lavorano in ambienti contaminati, all’interno delle strutture ospedaliere, di tutti i presidi di protezione individuale, indispensabili per consentire loro di operare in condizioni di assoluta sicurezza. Anche alla luce dell’attivazione di un pronto soccorso Covid, che sarà meta di casi sospetti e non, provenienti non solo dalla provincia ma anche dall’area napoletana, sarò inflessibile nel rivendicare l’invio di forze militari, che possano presidiare l’ospedale 24 ore su 24, per assicurare la sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini, anche in considerazione del fatto che l’ospedale è collocato nel cuore della città. Resto, inoltre, perplesso dall’apprendere che si sia predisposto un polo Covid 19 senza prevedere l’attivazione h24 di servizi essenziali come il laboratorio analisi e la radiologia, che continuano ad essere aperti fino alle 20 e chiusi il sabato e la domenica. Chiedo nuovamente un immediato intervento di tutte le autorità preposte, affinché si adottino provvedimenti urgenti e concreti, a tutela delle comunità destinate ad ospitare presidi Covid – infine la stoccata – Scafati è pronta a fare la sua parte nel pieno rispetto del principio di solidarietà e di accoglienza che l’ha sempre contraddistinta. Tuttavia, in qualità di sindaco e di prima autorità sanitaria sul territorio, ho il dovere di chiedere garanzie concrete per la collettività che rappresento e per gli operatori sanitari che lavorano nella struttura ospedaliera”.
Adriano Falanga