Scafati. Crolla una parete, donna finisce ustionata in ospedale. Salvo bimbo di una settimana

Crolla una parete divisoria. Paura per due famiglie di origine marocchina. Si indaga sulle cause del crollo

Scafati esplosione
Scafati esplosione

Giù una parete divisoria, donna finisce in ospedale gravemente ustionata. Paura in Corso Trieste ieri pomeriggio, quando una parete che divide due appartamenti in fondo al cortile Cavallaro viene giù all’improvviso. Il forte rumore e la donna che urla fanno pensare, in un primo momento, all’esplosione di una bombola di gas. E’ orario di pranzo, la città è svuotata e come da ordinanze sindacali le famiglie sono rinchiuse nelle proprie abitazioni. E’ lo stesso anche per due nuclei familiari di origine marocchina, regolarmente residenti in città e affittuari dei due appartamenti contigui, quasi sulle sponde del fiume Sarno. Nel primo vi abitano una donna e suoi tre figli, nel secondo una coppia. Per cause ancora da chiarire e senza preavviso alcuno la parete portante che divide in due lo stabile viene giù. Adiacente vi è la cucina dove la donna è intenta a preparare al pranzo. Non avrà scampo, la caduta la travolge in pieno facendola finire sui fornelli accesi, dove probabilmente bolle acqua o olio. Il boato e le urla scuotono tutto il vicinato, i vicini si affacciano al balcone temendo l’esplosione di una bombola del gas. Vengono allertati i soccorsi, e a stretto giro sul posto arrivano i carabinieri della locale tenenza agli ordini del tenente Gennaro Vitolo, la Polizia Municipale, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Nocera Inferiore e diverse ambulanze del 118.

Attimi di grande paura.

Saranno momenti concitati, almeno fino a quando i caschi rossi non ricostruiranno gli ultimi istanti di quella casa divisa in due appartamenti. La donna viene prontamente soccorsa e accompagnata all’ospedale Umberto I° di Nocera Inferiore con gravi ustioni al viso e agli arti. Gli altri occupanti i due immobili sono sotto choc ma fortunatamente incolumi. Sul posto anche l’ingegnere Nicola Fienga dell’ufficio tecnico di Palazzo Mayer. Necessario capire se quei due appartamenti erano agibili e soprattutto se le due famiglie magrebine erano titolari di un regolare contratto di affitto. La struttura verrà dichiarata dai Vigili del Fuoco inagibile e a rischio crollo, posta sotto sequestro e l’area che la circonda messa in sicurezza.

Indagini e dinamica.

Saranno i carabinieri ad avviare le indagini per ricostruire la dinamica e soprattutto le cause di quanto accaduto e che solo per caso non ha comportato conseguenze ben più gravi. Dai primi riscontri emergerà che gli occupanti di entrambi gli appartamenti erano in possesso di regolare contratto di locazione. I proprietari dell’immobile sono scafatesi. Una delle due famiglie, siccome ha un bambino di una settimana, è stata fatta alloggiare in un albergo per qualche giorno, in attesa di una sistemazione presso il centro della Caritas diocesana.

Adriano Falanga