Scafati. Coronavirus, affiora anche l’emergenza sociale

Covid-19 non colpisce soltanto fisicamente, ma anche economicamente e socialmente, e se non finisci in ospedale o in quarantena, rischi la fame

Scafati emergenza sociale buono spesa
Scafati emergenza sociale buono spesa

Scafati vive un’emergenza nell’emergenza. Nella popolosa città dell’agro nocerino si registra non solo il più alto numero di contagiati, ma anche di domande per i buoni spesa, oltre alle centinaia di nuclei familiari in coda per il pacco alimentare. La crisi sanitaria non solo ha scoperto, ma terribilmente accentuato ed esasperato un disagio sociale che d fatto già covava da tempo. Lo sanno bene le parrocchie, lo sanno bene i servizi sociali e le tante associazioni che in queste settimane si stanno prodigando senza sosta per fornire supporto, assistenza e sostegno alle “seconde vittime” del coronavirus.

Un virus anche sociale.

Per il covid-19 non colpisce soltanto fisicamente, ma anche economicamente e socialmente, e se non finisci in ospedale o in quarantena, rischi concretamente di patire la fame. Basti pensare alle domande arrivate in neanche due giorni ai servizi sociali comunali per il buono spesa. Ben oltre 1000, tra quelle pervenute a mezzo pec, email, messaggi whatsapp e moduli cartacei. “Pur di raggiungere tutti ho fatto stampare un migliaio di domande, distribuendole alle parrocchie – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Raffaele Sicignano – penso ad esempio ai tanti che non hanno dimestichezza con gli strumenti digitali, o anche chi non è in grado di compilare la domanda, perché extracomunitario o analfabeta”.

Modalità per usufruire del buono spesa.

Per accedere al buono spesa bisogna autocertificare di non aver percepito reddito oltre i 700 euro. Sono 460 mila euro gli euro che il Governo ha destinato ai buoni spesa. “Abbiamo stimato l’esistenza temporanea di circa 9mila nuclei familiari in difficoltà. Le domande possono essere presentate fino al 6 aprile – aggiunge l’assessore – l’importo sarà determinato in virtù delle domande pervenute”.

La macchina della solidarietà per fortuna è già in moto da settimane, grazie alle sempre presenti parrocchie cittadine, alla Protezione civile e alle associazioni. Tra queste la Misericordia, che oltre a raccogliere beni di prima necessità (e sua distribuzione) garantisce anche il servizio di consegna farmaci, oltre ad aver attivato un conto corrente per una raccolta fondi destinati al Covid Hospital cittadino.

La mappa del volontariato.

Tra le realtà impegnate attivamente anche l’Avnet, la Croce Rossa e le associazioni dei commercianti. La raccolta di generi alimentari avviene su tre fronti, si va dalla spontanea raccolta di privati, alla “spesa solidale” dei servizi sociali a “soliDiamo” dell’ufficio Commercio, guidato dal consigliere delegato Alfonso Di Massa. Tutto finisce a chiese e associazioni, che curano la distribuzione, avendo una struttura già collaudata. “Abbiamo superato i 300 pacchi distribuiti in due due giorni, un lavoro massacrante, sia per la confezione che per la distribuzione, che ha visto il contributo di dieci volotanri” spiega il parroco Don Giovanni de Riggi. “Dobbiamo evitare anche gli assembramenti, e non è semplice, con decine di persone che aspettano fuori”. Oltre ai nuclei già noti alla Caritas, in fila anche scafatesi, assieme a intere famiglie di marocchini e ucraini. “Sono quelli che non stanno lavorando, soprattutto perché al nero, vera piaga sociale dei nostri tempi – continua De Riggi – Questa situazione dovrà portare ad una rivoluzione di costumi. Non si può più accettare il lavoro in nero”.

Le donazioni in denaro.

Non solo bisogno di cibo, c’è anche necessità di aiuti economici liquidi. “Con parte delle donazioni cerchiamo di pagare anche le utenze di chi non riesce a farlo”. Insomma, è allarme sociale, che viene in parte tamponato solo grazie alle realtà no profit locali, nel mentre lo Stato ancora non assume una chiara e determinata linea d’azione. “Si stanno prendendo il ruolo del prete e lo stipendio da assessori. Non sono benefattori, ma amministratori” è la polemica di Giuseppe Sarconio, consigliere di minoranza. “Ci aspettiamo almeno una sospensione dei tributi per le partite iva, la Giunta non può limitarsi a sostituirsi alla Caritas”. Il sindaco Cristoforo Salvati ha prorogato le restrizioni fino al 14 aprile, così come la sospensione del pagamento dei parcheggi”.
Adriano Falanga