Scafati. Guarito da COVID anche Angelo Romano: la sua esperienza

E’ finito l’incubo Covid-19 anche per Angelo Romano, 47enne coordinatore infermieristico del reparto dialisi del Covid Hospital di Scafati. L’Asl gli ha notificato il certificato di avvenuta guarigione

Angelo Romano
Angelo Romano

E’ finito l’incubo Covid-19 anche per Angelo Romano, 47enne coordinatore infermieristico del reparto dialisi del Covid Hospital di Scafati. L’Asl gli ha notificato il certificato di avvenuta guarigione a seguito del doppio tampone negativo, e già domani mattina Romano sarà al suo posto in ospedale. Il suo incubo comincia il 27 marzo, quando il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio gli comunica l’esito del tampone preventivo effettuato su tutto il personale in servizio.

La paura per il virus.

“Per i primi tre o quattro giorni la paura e l’ansia era tanta non per me che il rischio fa parte del mestiere, ma per la mia famiglia, mia suocera, i miei genitori e mia sorella, persone anziane e deboli, non potevo perdonarmi lo scrupolo di aver passato il virus a loro”. Angelo conosce il protocollo, e sin dal primo giorno si isola totalmente dai familiari, scegliendo di vivere da solo. “Una volta avuta la conferma che tutti loro stavano bene ed i loro tamponi erano tutti negativi, mi sono tranquillizzato e seguito i consigli del dottore Ferrigno Francesco, Pneumologo dell’ospedale di Scafati”. Romano non si aspettava la positività al coronavirus, erano giorni che stava rispettando le misure di contenimento emanate dal Governo. Non solo, è sempre stato del tutto asintomatico.

“La degenza e proseguita totalmente senza alcun sintomo – spiega – la cosa brutta è stata la solitudine. Mangiare da solo è stata un esperienza davvero pesante, ringrazio mia moglie, le mie figlie tutti i miei familiari i miei amici per il loro supporto, è stato molto importante. Angelo Romano è volto noto in città, pochi giorni prima della positività era a Palazzo Mayer, con il sindaco Cristoforo Salvati, la Protezione Civile, l’assessore ai Servizi Sociali, dirigenti comunali e volontari. E’ infatti presidente della confraternita Misericordia, tra le associazioni più attive in questo momento difficile. Sono loro infatti, assieme alla Croce Rossa e Protezione Civile, a coordinare i servizi offerti dal numero verde comunale per il sostegno e il supporto ai cittadini in difficoltà. L’infermiere però, dall’alto della sua esperienza professionale, ha sempre saputo i rischi a cui andavano incontro.

Il buon esempio.

“Ai miei ragazzi ho sempre spiegato di trattare ogni famiglia o persona che chiedeva assistenza, come se fosse un paziente Covid-19”. Significa utilizzare sempre e correttamente i dispositivi di protezione e le misure di contenimento. Ed è stata questa sua scrupolosità che ha evitato contagi a terze persone. “Le istituzioni e la Chiesa le ho sentite molto vicine con chiamate da parte del Sindaco, Don Giovanni De Riggi e Don Peppino de Luca. Un ringraziamento a tutti i ragazzi della Misericordia che in mia assenza si sono tirati su le maniche ed hanno prestato servizio per i tanti anziani e disabili che lo richiedevano per avere la spesa, farmaci ed essere di supporto a chi era in quarantena o per i familiari ricoverati per portare loro indumenti ed altro”. Lunedì si ritorna a lavoro.

Di nuovo in campo.

“Non vedo l’ora di ricominciare, quando ho lasciato stavamo finendo di allestire il reparto dializzati dedicato ai pazienti Covid. L’esperienza appena superata non mi intimorisce, anzi, mi restituisce ancora più forte la consapevolezza che è in ospedale il mio posto”. E a proposito di Ospedale Scarlato, Angelo Romano da casa ha continuato la sua opera di sensibilizzazione per la raccolta fondi destinati al presidio locale, oggi centro di riferimento per i pazienti Covid-19 dell’agro nocerino e dell’hinterland napoletano. “Voglio chiedere un ulteriore piccolo sforzo a tutta la città, una piccola donazione che fino ad oggi ci ha permesso di consegnare alla direzione dell’ospedale 200 mascherine ffp2, mentre ad inizio settimana consegneremo altre 400 mascherine e 150 tute di protezione per gli operatori”. Per donare, iban IT93Y0885576490000001004935.
Adriano Falanga