Angri. Coronavirus e crisi economica. Milo assurdo chiudere per decreto

Il suo è un monito ma anche un grido forte in un momento delicato e difficile, non è possibile chiudere tutto “per decreto”

Alberto Milo
Alberto Milo

Il coronavirus si sta rivelando tragedia sanitaria ma anche economica. Interi indotti sono paralizzati da oltre quarantasei giorni e la ripresa si prospetta ancora molto lenta e macchinosa. I piccoli imprenditori manifestano serie preoccupazioni in vista della ripresa nella fase due che dovrebbe prospettarsi dal prossimo 4 maggio.

Evidenti preoccupazioni.

“È assolutamente evidente che ognuno di noi ha una sola cosa in testa, superare al più presto questo bruttissimo momento con la certezza di avercela fatta senza più correre il rischio di ammalarci. Però ci toccare affrontare un’altra crisi che non è di minore importanza e di pericolo rispetto quella sanitaria e cioè un inevitabile contraccolpo economico” dice Alberto Milo imprenditore del settore del catering ma anche consigliere comunale di Angri. Già lo scorso mese di febbraio Milo aveva anticipato le sue preoccupazioni (video qui) per l’avanzata del virus e sulle conseguenze economiche del “lockdown”.

Assudo chiudere per “decreto”.

Il suo è un monito ma anche un grido forte in un momento delicato e difficile, non è possibile chiudere tutto “per decreto”. “Faccio queste affermazioni da imprenditore che giustamente si è visto chiudere per decreto la propria attività senza avere la certezza di quando si possa riprendere tutto come prima. Fatturato andato in fumo, impegni da rispettare, bollette e fitti da pagare, dipendenti in cassa integrazione fino a quando verrà garantita? Mi chiedo continuamente per quanto tempo riuscirò a resistere? Credo che questa sia la preoccupazione martellante di tutti gli imprenditori d’Italia” conclude Milo.
L.V.