Scafati. Anna diversamente abile, scrive a Mattarella: “Fatemi uscire vi prego”

Anna Adamo una giovane 24enne di Scafati scrive al Presidente della Repubblica Mattarella e ai vertici dello Stato mettendo in evidenza le difficoltà che riscontrano le persone affette da disabilità in questo difficile periodo di quarantena

Anna Adamo
Anna Adamo

L’impegno di Anna.

Impegnata in prima persona nel sociale Anna Adamo una giovane 24enne di Scafati scrive al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al primo Ministro Giuseppe Conte mettendo in evidenza le difficoltà che riscontrano le persone affette da disabilità in questo difficile periodo di quarantena. Anna affetta da una disabilità di tipo motorio non si è mai sottratta all’impegno per fare rivalere i diritti della fascia debole. I disagi del “lockdown” dettati dall’emergenza COVID-19 sono avvertiti con evidenza. Anna ha voluto con chiarezza mettere in evidenza un problema comune e portarlo alla conoscenza dei vertici dello Stato.

La Lettera.

“Sono nata con una disabilità di tipo motorio che non mi ha impedito di condurre una vita normale,infatti con il tempo ho trasformato questo mio apparente limite in un punto di forza. Ciononostante, – esordisce Anna – quando ho saputo che sarebbe stato necessario trascorrere quanto più tempo possibile in casa, mi è crollato il mondo addosso e mi sono tornati in mente i tempi in cui da bambina ero ferma in un letto d’ospedale e piangevo tutto il giorno,perché avrei voluto fare quello che facevano le altre bambine.Quello che inizialmente sembrava essere solo un ricordo, nel corso della quarantena si è trasformato in realtà. Spesso, mentre andavo a fare una passeggiata  sono stata fermata dalle forze dell’ordine per dirmi di tornare a casa, poiché essendo una persona con disabilità, sarebbe stato meglio non espormi ad un tale pericolo. E così, dall’oggi al domani, mi sono ritrovata priva della mia libertà. Probabilmente,se non avessi avuto  il giardino, mi sarei ritrovata chiusa in casa, proprio come se fossi stata agli arresti domiciliari.Ed è in quei momenti che ho pensato a tutti coloro i quali un giardino non ce l’hanno, a coloro i quali quando tutto finirà risulterà comunque impossibile uscire, perché le misure di sicurezza non tengono conto delle difficoltà delle persone disabili. “.

Quante restrizioni.

“Mi fa rabbia pensare che anche nel corso di un’emergenza come quella alla quale stiamo facendo fronte, le persone con disabilità siano state considerate cittadini di serie B. Trovo inammissibile che siano stati negati loro i 600€ semplicemente perché percepiscono la pensione di invalidità. Una pensione,vorrei ricordare, spesso troppo bassa e quindi in situazioni come quella in cui ci troviamo serve a poco o nulla. Trovo inammissibile, – continua la lettera – che tra le condizioni di sicurezza per viaggiare non si accenni neanche minimamente alle persone con disabilità. Come faranno a viaggiare? I mezzi di trasporto saranno adibiti al trasporto di persone con disabilità? E le spiagge? Come farà un disabile a recarsi in spiaggia? Le misure di sicurezza prevedono tutto ciò di cui i disabili necessitano per poter beneficiare di qualche giorno al mare? E la scuola? Chi pensa alla formazione delle persone con disabilità che necessitano dell’insegnante di sostegno? Qualora non dovesse essere possibile far ritorno in classe a settembre, come faranno questi ultimi a studiare? Vi ricordo che l’istruzione è un diritto e non può essere negato a nessuno. Inoltre, visto che sono stati negati i 600€, mi chiedo come faranno ad acquistare i dispositivi di protezione, poiché una mascherina ffp2 costa circa 6€ e va frequentemente cambiata. Non tutti, con una semplice pensione di invalidità possono permettersi una spesa del genere, perché quei soldi servono per visite mediche e cure varie”.

Anna conclude con amarezza: “La mancanza di considerazione che il governo conferisce alle persone con disabilità è vergognoso e fortemente lesivo per la dignità umana. Dunque, indirizzo a tutti voi questa lettera con la speranza che possiate leggerla, prendere realmente atto della vergognosa situazione in cui disabili e famiglie riversano e restituirci la dignità di cui siamo stati privati a causa della mancanza di attenzione conferitaci dalle istituzioni. Il momento delle belle parole è finito. Ora è tempo di azioni concrete, le quali possano conferire ai disabili Una vita degna di essere vissuta.La disabilità è una parte del mondo, quindi deve essere trattata come una priorità e non come un qualcosa di secondario”.
Adriano Falanga