Angri. Buoni spesa. Carabinieri in comune per controlli

Buoni spesa al vaglio dei Carabinieri. Nei giorni scorsi i militari dell’arma si sono recati al Comune di Angri per acquisire i documenti relativi alle procedure

Angri Comune Carabinieri
Angri Comune Carabinieri

Buoni spesa al vaglio dei Carabinieri. Nei giorni scorsi i militari dell’arma si sono recati al Comune di Angri, come riporta il quotidiano “La Città” per acquisire i documenti relativi alle procedure dei buoni spesa governativi, nell’ambito dell’emergenza COVID-19, che l’ente deve erogare ai cittadini che hanno inoltrato l’istanza nelle scorse settimane. Una capillare verifica degli atti, ma anche delle certificazioni presentate da circa 800 cittadini che hanno chiesto di potere usufruire dei buoni spesa messi a disposizione dal governo centrale in questa fase di emergenza. I militari hanno avviato una minuziosa attività d’indagine sull’intera documentazione che ha dato il via all’iter burocratico coordinato dal responsabile delle politiche sociali Emilio D’Antuono. Azioni di verifica che si attuate per valutare i criteri di accesso ai fondi ma soprattutto costatare le credenziali dei cittadini. Non mancano infatti velenose polemiche e proteste sui ritardi dell’iter.

Nuovo caso di positività, ma anche un guarito.

Intanto si registra un nuovo caso di positività in città che fa salire a 29 il numero complessivo dei contagi dall’inizio dell’emergenza. Certificata pure l’ottava guarigione che compensa nel bollettino il caso complessivo dei contagi che attualmente sono 20 sottratto anche un decesso registrato nella settimana pasquale.

Stop alla spesa per lettera alfabetica.

Ora in città da più parti viene chiesto un progressivo allentamento e l’abolizione del criterio della lettera alfabetica almeno per la spesa come richiesto anche dalle associazioni di categoria ma anche da tanti cittadini che oggi necessitano di centellinare le loro residue risorse economiche non potendo più prevedere scorte settimanali da mettere in dispensa. “Impedire ancora restrizioni simili resterebbe un’azione di terrorismo psicologico” afferma un anonimo cittadino sul social. Intanto proliferano i profili fake “pro amministrazione” sui social molti dei quali sono già stati segnalati agli organismi di controllo. Molti cittadini invece lamentano di essere stati “bannati” dal primo cittadino sul social per le loro idee divergenti.