Angri. Coronavirus: e quel nastro all’ingresso del Chianiello…

Lunedì, se potete, volgete uno sguardo a sud - ovest verso il “Chianiello” ci saremo tutti, almeno con il cuore pensando già alla prossima pasquetta poi non così lontana

Angri Chianiello Off Limits
Angri Chianiello Off Limits

La mancata ascesa propizatoria.

Una pasquetta a casa. Il “Chianiello” il tempio naturale, la casa all’aperto di tanti angresi e paradiso per chi fa trekking e jogging quest’anno resta chiuso “per epidemia”. La rituale e colorita ascesa, il cammino sforzato verso l’alto, per smaltire il pantagruelico pranzo pasquale, lungo lo stretto e acciottolato sentiero di terra battuta quest’anno non sarà percorribile per la contingente e perdurante emergenza sanitaria COVID-19. Forte sarà l’assenza di “fornacelle” e dei fumosi odori della carne alla brace e delle “cacioffole” arrostite in situ.

Il rifugio di tutti. Uno spazio indescrivibile.

Gente non abituata all’osservanza delle regole e poco rispettosa di chi vive queste giornate con angoscia l’infinita quarantena ha costretto le locali autorità a limitare fastidiosamente l’ingresso del sentiero che porta sul verdeggiante “pianoro”. Quel pianoro dove alcuni lustri fa venne edificata, grazie a tanti volenterosi e passionali amanti della montagna, difficile qui da elencare tutti, la “Casa del Guardiano”, un eufemismo locativo che indica lo spazio riservato all’ipotetico custode di questo lembo che divenne senza solenni cerimonie il comune rifugio di chi decide di salire fin su in quest’area verde che si commistiona con il cielo e il mare del Golfo di Castellammare. Uno spazio adatto per pregare o ristorarsi magari consumando la visione dei tramonti vesuviani unici: per luce e colori, proprio di questi tempi primaverili.

Oggi quel nastro triste ma necessario.

Gli orfani del “Chianiello” giurano, con garbo ed educazione, che presto quel fastidioso nastro di delimitazione sarà solo un cattivo ricordo, ma necessario più che mai in questi giorni di passione, non solo religiosa, ma anche sociale. La mano attenta della comandante dei caschi bianchi locali Anna Galasso e dei suoi uomini ha posto un significativo, e alquanto fastidioso, freno alla cocciutaggine di chi reitera con le cattive pratiche di disobbedienza e mancanza di rispetto verso la comunità.

Lunedì, se potete, volgete uno sguardo a sud – ovest verso il “Chianiello”.

Oggi una rigorosa consegna tra le mura domestiche potrebbe essere balsamo salvifico, la panacea dei mali, per un futuro da vivere cautamente anche dopo questo “orribile” periodo di coronavirus. Lunedì, se potete, volgete uno sguardo a sud – ovest verso il “Chianiello” ci saremo tutti, almeno con il cuore pensando già alla prossima pasquetta poi non così lontana.
Luciano Verdoliva