Angri. Cosimo Ferraioli sfratta la Caritas. La lettera del “Granello”

In piena emergenza pandemia è stata ferma volontà dell’amministrazione comunale di ritornare in possesso dei locali che hanno ospitato per diversi anni il centro d’ascolto della Caritas

Angri Caritas Corso Italia Sfratto
Angri Caritas Corso Italia Sfratto

Sfugge qualcosa allo frettoloso sfratto subìto dalla Caritas di Corso Italia. In piena emergenza pandemia è stata ferma volontà dell’amministrazione comunale di ritornare in possesso dei locali che hanno ospitato per diversi anni il centro d’ascolto della Caritas. Una decisione che ha sollevato forti critiche in città soprattutto per i modi e l’inopportuna tempistica che hanno amplificato la natura di un provvedimento inopinato. Questa volta nel mirino è finito il sindaco Ferraioli già sulla corda da qualche giorno per altre azioni di tipo assistenziale.

La lettera.

Ecco di seguito la lettera aperta dell’associazione “Granello di Senapa” Odv che ha gestito il centro. L’ex Asilo Nido di Corso Italia oggi, nei disegni di Ferraioli e maggioranza, secondo fonti bene informate, pare sia destinato alle USCA Covid.

Per amore della verità …” lettera aperta ai cittadini di Angri.

Per amore della verità vorremmo che gli Angresi fossero informati correttamente della “Questione Caritas” (come è stata definita). La Caritas, come molti sanno, è nata come servizio agli ultimi e negli anni ha adattato i servizi ai bisogni che di volta in volta emergevano, lavorando sempre efficacemente anche se in silenzio. Alcuni anni fa, l’amministrazione comunale, riconoscendo l’importanza di questa attività rivolta alle fasce più deboli, e mostrando sensibilità e attenzione alle problematiche sociali, concesse in comodato d’uso gratuito alcuni locali dell’ex asilo di corso Italia, ritenendoli idonei logisticamente e strutturalmente per le finalità della Caritas: accogliere le persone e ascoltarne i bisogni.

L’associazione “Granello di Senapa” si è fatta carico di questo servizio della Caritas e lo ha portato avanti con la collaborazione di tanti volontari che hanno messo a disposizione gratuitamente e con passione il proprio tempo e le proprie competenze. Parliamo del doposcuola, del laboratorio di lettura, dell’ascolto psicologico, del baby point solidale, distribuzione di indumenti, suppellettili, etc. Nei primi mesi del 2019, la presidente, suor Filomena Cosentino, sapendo che era in scadenza il contratto di comodato d’uso, fece più volte richiesta di proroga del contratto, senza mai ottenere una qualche risposta.

Orbene, esattamente il 15 aprile scorso, in piena emergenza coronavirus, viene consegnata una raccomandata a mano, datata 8 aprile e a firma di un funzionario comunale, con la quale viene chiesto di “liberare tempestivamente l’immobile ed a riconsegnarne le chiavi” dichiarando la “necessità di utilizzare i detti locali da parte del Comune nell’ambito della gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

A detta lettera è stato dato riscontro con PEC del 17 aprile con la quale la presidente nell’evidenziare la fattiva collaborazione e la messa a disposizione dei locali da parte della Caritas (tanto è vero che proprio su richiesta dell’amministrazione erano stati e sono tuttora ospitati in detti locali due cittadini stranieri senza fissa dimora) chiedeva di rinviare a dopo l’emergenza la risoluzione del problema, non potendo effettuare lo sgombero dei locali, date le difficoltà dovute alle note restrizioni normative. Ad oggi nessuna risposta ufficiale da parte degli amministratori di questa città. Ma se il silenzio è assordante, sono ancora più fastidiosi i rumors ed il chiacchiericcio inerente la “Questione”. Noi non ci siamo rifiutati o stiamo rifiutando l’uso di questi locali per necessità urgenti, stiamo solo chiedendo di procrastinare il comodato d’uso alla fine dell’emergenza.

Non nascondiamo l’amarezza nel constatare come si possa “liquidare” un’associazione che ha guardato alla globalità delle persone senza nemmeno avere la possibilità di interfacciarsi e confrontarsi… né nascondiamo l’amarezza nel constatare che in tempo di emergenza invece di unire le forze e lavorare in sinergia si tende a dividere senza alcun motivo evidente.

In ogni modo le attività della Caritas stanno continuando con le modalità permesse in ottemperanza alle disposizioni vigenti. Confidiamo nella Divina Provvidenza come ci ha insegnato san Alfonso Maria Fusco che certamente non farà mancare il suo aiuto per continuare questo servizio. Non ci renderanno invisibili e quando i poveri (e parliamo di tutte le povertà), busseranno alle nostre porte noi ci saremo ancora, e voi?

I soci dell’associazione “Granello di Senapa” ed i volontari “Caritas”