Angri. Quarantena Covid: Pasquale Mauri tra affetti e politica

Sente molto la mancanza delle nipotine che vede in videochat e trascorre le giornate ritrovandosi, con tanti suoi vecchi amici, in lunghe chiacchierate al telefono

Pasquale Mauri a Zona Rossa
Pasquale Mauri a Zona Rossa

L’intervento in diretta a Zona Rossa.

È un Pasquale Mauri molto rilassato e tranquillo, nonostante il momento drammatico che stiamo vivendo. Sente molto la mancanza delle nipotine che vede in videochat e trascorre le giornate ritrovandosi, con tanti suoi vecchi amici, in lunghe chiacchierate al telefono. Ne ha parlato a Zona Rossa (qui il video)

Il vulcanico ex sindaco di Angri, consigliere di opposizione, dottore commercialista, candidato primo cittadino alle prossime elezioni ad Angri, che ha sempre vissuto giornate lunghe, a contatto con tanta gente ora, come tutti, affronta la quarantena con rassegnazione ma con una forte concentrazione.

A profilo basso.

Alla domanda su cosa avrebbe fatto se fosse stato ancora alla guida del paese risponde subito e con fermezza: “Non avrei fatto le stesse cose, anche se nessuno avrebbe immaginato uno scenario di questo genere, sono certo che avrei affrontato la questione in modo diverso, ma non voglio dare nessun giudizio su quello si sta facendo, ne voglio creare polemiche, è il momento meno opportuno. Ci saranno tempi e contesti diversi per poter discutere di questo. Ho apprezzato tantissimo ciò che ha fatto De Luca, il governatore è riuscito a prevedere il peggio, solo grazie a lui oggi in regione Campania si può affrontare con più tranquillità questa pandemia, non è così per le regioni del nord. Lui è riuscito, per primo, a lanciare l’allarme, e con ciò, a contenere la perdita di tante vite umane. Molti sindaci, invece, hanno lavorato con superficialità, ma li capisco, poiché si sono trovati ad affrontare una cosa che mai sarebbe dovuta accadere. Io insieme ad altri consiglieri di minoranza – ha concluso Mauri – abbiamo dato piena disponibilità di collaborazione al sindaco e i suoi assessori. Abbiamo fatto la cosa giusta offrendo un aiuto incondizionato, in un momento così drammatico per il paese, ma a tutt’oggi non ci è arrivata nessuna risposta”.
Aldo Severino