Coronavirus. Ora uscire di casa diventa un problema psicologico

In tanti temono fortemente d'interrompere una routine certa. L'ambiente domestico in questi due mesi è stato uno scudo protettivo che ha trasformato le persone in bruchi nel bozzolo - casa

Depressione disagio pscichico
Depressione disagio pscichico

Tenuta psicologica. Timori non solo sotto l’aspetto sanitario in vista dell’attuazione della fase due ovvero il processo di progressivo abbondo del lockdown (chiusura totale). La preoccupazione maggiore ora diventa anche la tenuta psicologica per la lunga reclusione in quarantena che ha ormai superato i cinquanta giorni. Lo ha messo in evidenza, in una intervista, sulle pagine del “Corriere del Mezzogiorno” Mauro Maldonato, psichiatra che insegna Psicologia clinica al dipartimento di neuroscienze della Federico II e medico del “punto d’ascolto” sulla Fase 2. Secondo lo psichiatra in tanti temono fortemente d’interrompere una routine certa.

L’ambiente domestico in questi due mesi è stato uno scudo protettivo che ha trasformato le persone in bruchi nel bozzolo – casa. E’ fuori discussione che c’è il bisogno di uscire dalle mura domestiche ma spesso questa pulsione si accompagna soprattutto alla paura di farlo, pure per andare a fare la spesa necessaria. Si elabora e si vive la tragedia tra le incertezze e le imposizioni. Il 4 maggio si apre a una ciclopica prerogativa d’incertezze e di incognite sul futuro: senza programmare e prive di aspettative di lungo termine.

Lo studio.

Maldonato ha fatto il bilancio psichico dei campani in lockdown. Sono stati raccolti e analizzati 500 casi in cui c’è stato l’intervento. I rislutati saranno presto pubblicati su una rivista scientifica. Si parte comunque da un dato certo: con il calo della curva del contagio e si innalza quella del disagio psichico. Sotto la superficie di questo iceberg si annidano sintomi post traumatici da stress, insonnia e depressione, rabbia e confusione, evidenza il professore Maldonato. “La crisi si è incaricata di svelarci che la natura altruistica dell’essere umano è una creazione retorica: c’è stata una immunizzazione verso gli altri. È vero che siamo tutti sulla stessa barca, ma ci si concentra sulla sopravvivenza individuale. Non è bello a dirsi, però è così. Il problema della salute mentale diventa oggi un problema politico” afferma nell’intervista al quotidiano.

Abitudini alla quarantena.

La quarantena ha introdotto nelle vite una nuova routine alla quale ci si è preso abitudine. Ora si teme il ritorno alla “normalità”. Servirà molto tempo per riparare le emozioni danneggiate. Il professore non tralascia l’importanza della figura infantile: i bambini. Oltre la banalità dettata dal momento non è da sottovalutare la loro capacità di trovare soluzioni da soli. “Se noi gli offriamo un mondo già definito, limitiamo la loro libertà di esperire anche il bello e la speranza” conclude il professore.
L.V.