Creatività amministrativa ai tempi del COVID. Dall’alfabeto allo scontrino

Fantasia italica. Questo virus ha fatto scoprire l’“amministrazione creativa” di molti sindaci in gran spolvero: chi impone la spesa per lettera alfabetica e chi con tetto scontrino

Spesa supermercato
Spesa supermercato

Amminisitrazioni creative.

Questo virus ha fatto scoprire l’“amministrazione creativa” di molti sindaci in gran spolvero. Vari sono i nuovi biotipi prodotti: chi ha imposto l’alfabeto per la spesa chi invece audacemente si è spinto oltre. Storie d’interpretazioni di ordinanze e poca effettiva vigilanza da parte degli enti sovra comunali. Se ad Angri ancora si insiste “accanitamente” con l’alfabeto, mentre il virus aggira l’ostacolo diversamente avendo capito la restrizione imposta per “ordinanza sindacale”, in un paese del pisano con poco meno di 6 mila abitanti, come ha riportato qualche giorno fa “La Repubblica Firenze” il sindaco aveva imposto uno scontrino minimo da 50 euro per fare la spesa.

Lo scontrino galeotto.

Sotto questa soglia, sarebbe stato vietato fare la spesa al supermercato. Una restrizione che “sarebbe stata” necessaria (condizionale d’obbligo) e vista come una misura per limitare le uscite di casa. L’ordinanza, in vigore dallo scorso sabato, in poche ore ha scatenato mugugni. Tanto che lunedì 20 aprile, l’amministrazione ha fatto dietrofront: non si sarebbe più trattato di un obbligo ma soltanto di una “indicazione”. Il provvedimento era stato annunciato dal primo cittadino, proposto per arginare le visite nei supermercati. Quindi la criticata decisione d’imporre uno scontrino minimo: 50 euro, sotto il quale la spesa non sarebbe stata consentita. Per i trasgressori, sanzioni pesanti: da 25 a 500 euro. Limitazioni in vigore non solo per i supermercati, ma anche per i piccoli negozi: spesa minima di 20 euro nelle botteghe di alimentari e in macelleria, 5 euro nei panifici. “Ordinanze creative” da grancassa mediatica ma, silenzio, non lo dite a Cosimo.