Giallo al Covid Hospital di Scafati sugli infermieri trasferiti a Nocera

“Non tutti gli infermieri destinati allo Scarlato hanno preso lì servizio, bensì sono stati dislocati presso l’Umberto I di Nocera”

Coronavirus Scafati Covid Hospital
Coronavirus Scafati Covid Hospital

Sono giorni frenetici al polo Covid di Scafati, da un lato l’emergenza coronavirus, dall’altro la carenza di presidi per la sicurezza, ma anche di personale. La tensione è palpabile tra i reparti guidati dal commissario Mario Polverino. I dpi arrivano a singhiozzo, e la distribuzione è centellinata. Il personale, nonostante la provata abnegazione, opera sotto stress, sia per i turni di lavoro, ma soprattutto perché non sempre è possibile sostituire tuta e mascherina ad ogni rientro dalla zona rossa. L’Asl per far fronte alla richiesta di personale aveva provveduto all’assunzione di 50 nuovi infermieri da destinare al polo Covid di Scafati. Secondo il Nursind le cose sono però andate diversamente.

Infermieri smistati a Nocera Inferiore.

“Non tutti gli infermieri destinati allo Scarlato hanno preso lì servizio, bensì sono stati dislocati presso l’Umberto I di Nocera” si legge in una nota indirizzata ai vertici dell’azienda sanitaria dai sindacalisti Erika Sabbatino e Biagio Tomasco. Il sindacato degli infermieri pone tre quesiti: “Chi ha reso possibile l’allocazione di detti infermieri, destinati a Scafati, all’ospedale di Nocera? Che fine hanno fatto le domande di trasferimento interno effettuate dai colleghi interessati che in questo modo si vedono scavalcati e mortificati? Come mai il personale di malattie infettive destinato a trasferirsi presso lo Scarlato non ha preso servizio, e sembrerebbe che mai lo farà, atteso che da domani saranno redistribuiti nei reparti dell’Umberto I?”.

Infermieri alla subintensiva.

Al terzo piano, dove si trova il reparto di terapia subintensiva, i nuovi infermieri arrivati sono giovani e alle loro prime esperienze. Non basta l’impegno e la dedizione, perché questa emergenza (come confermavano anche dal Cotugno) ha colto di sorpresa anche il personale più anziano e veterano. Un errore, anche banale, potrebbe essere fatale per gli operatori in servizio. Nel contempo, tiene banco ancora la polemica sollevata dal professor Polverino, contro le presunte “defezioni”, tra permessi e autorizzazioni, del personale medico del reparto Lungodegenza.

La nota del dottor Sgueglia.

“Si rende noto che il sottoscritto dottor Sgueglia Angelo Tommaso, dirigente della Lungodegenza post acuzie, insieme a tutto il personale, è regolarmente in servizio presso il Polo Covid-19 di Scafati – scrive il dirigente responsabile – pur avendo avuto autorizzazione di trasferire presso altro presidio la Lungodegenza, ho deciso, in accordo con tutto il personale da me diretto, di rimanere in prima linea al polo Covid”. Polverino pochi giorni fa scrisse un encomio pubblico per il “suo” personale, stigmatizzando il comportamento dei colleghi dell’altro reparto. “La suddetta lettera, diffusa pubblicamente, ha arrecato danno d’immagine a tutto il personale, oltre che al sottoscritto in qualità di dirigente” continua Sgueglia, chiedendo al direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio di adottare misure “a tutela di tutto il personale che sta lavorando con abnegazione e professionalità”.

Il bollettino di ieri.

Sul fronte dei contagi sono 48 ore che la città è tornata a tirare il fiato, dopo l’ascesa dei nuovi casi positivi che ha portato il totale a 29, di cui 4 deceduti e soltanto 2 guariti. Un altro dato confortante è l’assenza di pazienti in condizioni critiche, soltanto 2 si trovano in regime ospedaliero, ma in netto miglioramento. “Ci rincuora il fatto che l’avanzata del virus stia rallentando. Il nostro obiettivo è arrestare completamente la sua diffusione, per evitare di poter incorrere in nuove situazioni di emergenza. Continuiamo a stare in casa, a mantenere un distanziamento sociale. Sono certo che saremo ricompensati dei sacrifici che stiamo facendo in questa fase difficile per tutti” le parole del sindaco, Cristoforo Salvati.
Adriano Falanga