Niente feste di paese e sagre. L’appello della Pirotecnica Romano: “Rischiamo di scomparire”

Il Covid ha messo in ginocchio il settore delle feste patronali, sagre, fiere. In crisi l'industria pirotecnica, i giostrai, gli ambulanti, le bande di musica e musicisti folk.

Dal 4 maggio dovrebbe partire la fase 2, allentata la tensione sulle strutture sanitarie, la Nazione si prepara alla graduale ripartenza. Ad attendere di poter riaprire i battenti sono soprattutto le attività commerciali e artigiane. Secondo le previsioni delle autorità sanitarie e Istituzionali entro tutto maggio, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento del contagio, ritorneranno operativi i bar, le attività di ristorazione, l’abbigliamento, i servizi alla persona quali centri estetici e parrucchieri. Nel mentre, le Regioni cominciano a sgomitare per un allentamento ulteriore delle restrizioni in previsione dell’imminente avvio della stagione estiva. Eppure, mentre il dibattito è concentrato sul turismo balneare, vi è un settore considerato di nicchia ma che, soprattutto in estate, registra un fatturato non indifferente e che per forza di cose cammina sottobraccio con il turismo regionale. E’ la stagione delle feste di paese, le sagre, le rassegne gastronomiche, le feste patronali. Se la fase 2 prevede la convivenza con il virus in uno con il distanziamento sociale, la fase 3, quella che dovrebbe segnare il ritorno alla cosiddetta “normalità, appare ancora piuttosto lontana soprattutto perché legata a doppio nodo con la creazione del vaccino, prevista tra circa un anno. Ma sagre e feste patronali vivono grazie all’assembramento, e si alimentano dalle mille tradizioni e sfumature del tipico folklore italiano, molto più accentuato nel sud Italia. Tradizioni che si perdono nei secoli, in un connubio perfetto tra sacro e profano. Ed è in questo tessuto che operano attività come la pirotecnica, il commercio ambulante di gastronomia e prodotti tipici, i giostrai, le bande musicali. A Scafati quasi certamente salteranno i consueti appuntamenti con la festa della Madonna di Bagni, San Francesco di Paola, San Pietro ma soprattutto la secolare festa dedicata alla Patrona della città, Santa Maria delle Vergini, di fine luglio. Impossibile organizzare una festa civile, e ancora in dubbio anche la possibilità di tenere  le processioni religiose, con un danno sia religioso, ma anche e soprattutto economico.

Pirotecnica Romano “vogliamo risposte dalle Istituzioni”.

“Si parla di stagione balneare, di vacanze, addirittura leggevo di un bonus per il godimento delle ferie, o incentivi per il settore florovivaistico. Ma alla pirotecnica chi ci pensa?”. Stanislao Romano è con il fratello Salvatore titolare della storica azienda di fuochi d’artificio “Pirotecnica F.lli Romano”. Hanno sede ad Angri, sul monte Taccaro, ma la loro è una storica famiglia scafatese, da quattro generazioni rinomata e apprezzata sul panorama pirotecnico italiano. Non c’è festa o sagra in tutto il sud Italia che non abbia portato almeno una volta la loro firma per i tradizionali fuochi d’artificio. Sono loro che aprono e chiudono i 5 cinque giorni di festa patronale di fine luglio, con i classici fuochi allestiti su Palazzo Mayer. Ma la loro non è un’attività essenziale, e se il 90% delle imprese italiane gradualmente ripartirà dopo il 4 maggio, il loro comparto rischia di restare fermo a lungo ancora, troppo, per garantire la sopravvivenza della loro azienda. “La nostra, come del resto quasi tutte le aziende pirotecniche italiane, sono a conduzione familiare. Siamo artigiani, chimici, qualcuno ci definisce anche artisti e custodi di un’arte millenaria, ma siamo stati del tutto dimenticati dalle Istituzioni” continua Stanislao. “Noi lavoriamo tutto l’anno, ma da Aprile a Settembre abbiamo il nostro picco produttivo, perché è in questo periodo che si concentrano le feste di paese – aggiunge il fuochista – abbiamo decine di contratti che andranno persi, e con essi anche le materie prime che stavamo cominciando ad acquistare per prepararci. Nel frattempo il canone di locazione, le utenze e tasse bisogna pagarle comunque, ma con quali entrate?”. Con Stanislao e Salvatore trovano lavoro anche i figli, quattro famiglie ridotte in ginocchio dal lungo stop imposto dall’emergenza sanitaria. “Siamo in forte difficoltà, noi paghiamo più di tutti le difficoltà del momento, perché a differenza degli altri settori, non sappiamo quando e come riusciremo a ripartire”. Sono preoccupati i Romano, le loro speranze sono legate alla fase 3, il ritorno totale alla normalità, una tappa che sembra essere lontana ancora per molti mesi. “Chiediamo risposte allo Stato, alla Regione, vogliamo sapere qual è il nostro destino?”. Nata negli anni ’80 con il padre, cavaliere Francesco Romano, oggi sono i figli Salvatore e Stanislao che con passione e sacrifici portano avanti il sogno del compianto padre, facendosi notare con esibizioni spettacolari in molte regioni, fino a diventare campioni d’Italia nel 2019, al torneo nazionale “Stelle di Fuoco”. Con la loro bravura ed esperienza acquisita negli anni, e con la famiglia sempre al loro fianco, riescono ad inventarsi spettacoli strabilianti che di giorno si ascoltano come una piacevole sintonia e di notte si manifestano in una danza di suoni e colori unici, ad emozionare chi assiste ai loro spettacoli. “Siamo seriamente preoccupati, è da generazioni che facciamo questo lavoro, che per noi è soprattutto passione e custodisce i segreti di un’arte ereditata da nostro padre.  Davanti a noi vediamo il buio, se non ci uccide il virus ci ucciderà l’indifferenza delle Istituzioni”. L’appello è di salvare le feste rionali, le sagre, le tradizioni, e tutti coloro che con la loro professionalità contribuiscono a preservarle nel tempo.

Adriano Falanga