Nocera Inferiore. Edilizia scolastica e attività didattica, Ugolino scrive a De Luca

L'assessore ai lavori pubblici Imma Ugolino ha indirizzato al Presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca

Imma Ugolino
Imma Ugolino

Di seguito la lettera che l’assessore ai lavori pubblici Imma Ugolino ha indirizzato al Presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca ,e Al Presidente della IV Commissione Consiliare Permanente, Luca Cascone.

“Egr. sig. presidente,

esprimendo un sincero apprezzamento per la gestione dell’emergenza sanitaria COVID-19 in Regione Campania e le azioni avviate in questi giorni per sostenere le fasce deboli della popolazione e le imprese o professionisti che hanno subito gravi disagi da questa pandemia, vorrei sottoporle una proposta di avvio alla fase 2.

In qualità di assessore ai LL.PP. unitamente all’Amministrazione Comunale abbiamo lavorato in questi anni per una proficua progettazione rivolta alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Il comune di Nocera Inferiore è tra i pochi ad aver investito tanto sullo studio della vulnerabilità sismica, verificando tredici istituti scolastici comunali e avendo ottenuto finanziamenti regionali per il progetto di adeguamento di un primo edificio.

Questo per porre l’attenzione su due punti focali di questa pandemia e della famigerata “fase 2”, ovvero l’attività didattica e l’edilizia scolastica.
L’interrogativo si pone specialmente sull’edilizia scolastica in quanto dovremmo alla ripresa delle attività garantire le condizioni ottimali e di sicurezza a tutta la comunità scolastica.

I diversi provvedimenti adottati dal governo in questi mesi hanno portato ad un inevitabile slittamento dei termini per gli appalti pubblici, indistintamente per qualsiasi settore.
Volendo rimanere ottimisti, se tra qualche mese ci ritroveremo ad affrontare la ripartenza, sebbene adeguandoci ad una nuova condotta di vita, saremo in ritardo o addirittura incombenti sulle attività programmate.
Il periodo di chiusura delle scuole è favorevole ad una ripartenza con i cantieri edili anche se lo stesso si potrebbe proiettare sui cantieri pubblici all’aperto (luoghi presumibilmente più predisposti all’adeguamento delle misure anti contagio).

Il Decreto-Legge n. 18 del 17 marzo 2020 – c.d. “Cura Italia”, è intervenuto in tutti gli ambiti colpiti dall’emergenza sanitaria e, all’art. 103, ha disposto la sospensione generalizzata dei termini ordinatori, perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 15 aprile 2020; fanno eccezione a tale regola le specifiche previsioni contenute nello stesso D.L. Cura Italia o nei precedenti provvedimenti emergenziali (D.L. 23 febbraio 2020, n. 6; 2 marzo 2020, n. 9; 8 marzo 2020, n. 11 e i relativi DPCM attuativi).

La Regione Campania, per esempio, con l’Ordinanza 19 del 20.03.2020 ha sospeso sino al 3 aprile tutti i cantieri con committenza privata mentre ha condizionato la sospensione dei lavori con committenza pubblica a valutazioni prodromiche. Il termine del 15 aprile è stato prorogato al 15 maggio 2020 dall’art. 37 del Decreto-Legge n. 23 dell’8 aprile 2020.

La genericità della disposizione e il suo impatto potenzialmente paralizzante sull’attività amministrativa, hanno subito sollevato tra gli operatori molti dubbi che hanno causato incertezze e comportamenti contraddittori da parte delle stazioni appaltanti chiamate ad applicare la normativa emergenziale.
Purtuttavia i nostri uffici per evitare il blocco totale dell’attività pubblica e per assicurare la massima partecipazione dei soggetti interessati nonostante la situazione emergenziale, ha applicato razionalmente i principi della selezione pubblica adottando alcuni accorgimenti.

In alcuni casi è stato indispensabile allungare i tempi per la ricezione delle offerte (rispetto ai tempi ordinari), in considerazione della maggiore difficoltà a reperire documenti e, comunque, a predisporre la documentazione di gara; sono stati sospesi i sopralluoghi per le gare lavori e sostituiti con autodichiarazioni con le quali le imprese accettano lo stato dei luoghi; sono stati allungati, anche oltre i 10 gg di legge, i tempi di riscontro per il soccorso istruttorio; è stata individuata una modalità, alternative alla presenza fisica, che consenta comunque di poter effettuare un controllo trasparente sulle attività di gare che richiederebbero sedute pubbliche.

Alla fine di questa “fase 1” i Comuni dovranno ripartire e non dovranno farsi trovare impreparati, la presente per chiederLe di intercedere con il Ministero per accelerare le procedure in caso di cantieri urgenti debitamente motivati come l’edilizia scolastica, per consentire una rapida aggiudicazione dell’appalto pur nel rispetto dei principi di parità di trattamento e di trasparenza.

I cantieri, quelli in corso e sospesi dovranno ripartire con un nuovo piano della sicurezza e di coordinamento riferendosi al protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro emanato dal Ministero della Salute.
Il predetto documento stabilisce, in primis, un protocollo per la regolamentazione all’interno del cantiere delle misure anti contagio atte a garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e quindi le modalità di accesso dei fornitori esterni, la pulizia e sanificazione, le precauzioni igieniche personali, i dispositivi di protezione personale, la gestione degli spazi comuni, l’organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione dei cronoprogramma delle lavorazioni), la gestione di una persona sintomatica, la sorveglianza sanitaria.
Quest’ultima più di ogni altro deve essere garanzia di sicurezza, gli operai in cantiere devono essere monitorati periodicamente con tamponi e test rapidi. L’impresa deve collaborare con le Autorità sanitarie innanzitutto sottoponendo al controllo della temperatura gli operai all’ingresso e in caso di anomalie negare l’accesso in cantiere segnalando simultaneamente il caso al medico competente.

È evidente che le misure vadano rafforzate al massimo grado di prevenzione e cautela per far prevalere la sicurezza dei lavoratori rispetto a qualsiasi altro aspetto ivi compreso quello economico. Quindi da ultimo le chiedo di farsi portavoce affinché le imprese siano legittimamente responsabilizzate, mettendole in condizione di garantire i criteri minimi di sicurezza con la fornitura di adeguati dpi e l’adeguamento delle aree di cantiere compatibili alle disposizioni anti-contagio anche attraverso incentivi sugli oneri per la sicurezza.

Augurandoci che la situazione si protragga ancora per tempi brevi e certa di un suo riscontro, l’occasione è gradita per porgerLe cordiali saluti”.