Pagani. I riti senza la festa della Madonna delle Galline

La festa della “Madonna del Carmelo” detta “delle Galline” ai tempi di Covid-19. Assente quest’anno la rituale processione religiosa per i vicoli della città

La festa della “Madonna del Carmelo” detta “delle Galline” ai tempi di Covid-19. Assente quest’anno la rituale processione religiosa per i vicoli della città: nessun ballo in villa comunale o nei cortili del centro storico. Mai si era vista una città così spettrale nella domenica in Albis. Le disposizioni governative per combattere la diffusione del Coronavirus sono riuscite fermare per la prima volta la secolare la festa in onore della “Madonna del Carmelo” detta “delle Galline”.

Un segno della devozione.

Alle porte del santuario di via Striano tanti i devoti, fedeli o cantori che hanno lasciato candele, lettere, cartelli, fotografie, castagnette e tammorre. Le porte sono rimaste chiuse per tutto il weekend. Anche la messa di ieri mattina, quella che avrebbe dovuto anticipare la processione domenicale della Sacra effige, si è celebrata solo alla presenza del vescovo della diocesi “Nocera – Sarno”, monsignor Giuseppe Giudice, con la cerimonia che è stata diffusa in streaming sul web e sui social. Pochissimi i confratelli presenti all’interno della chiesa, così come aveva già comunicato il priore dell’arciconfraternita, l’avvocato Giuseppe “Pippo” Tortora. Pochi i toselli addobbati a festa, i classici portoni degli antichi cortili del centro storico che da sempre si riempiono fedeli e curiosi nei giorni di festa.

La tristezza negli occhi.

La tristezza è evidente negli occhi di chi aspetta tutto l’anno la domenica dopo Pasqua per dar vita ad una delle feste popolari più famose e sentite dell’intero meridione d’Italia. Senza la processione, i balli, i canti e le strade affollate, non è festa. Nei pochi toselli allestiti in città, sempre chiusi al pubblico, hanno fatto la comparsa le figure di medici ed infermieri, accompagnati per lo più da preghiere alla madre celeste per decretare la fine dell’emergenza pandemica. Anche lo storico tosello di Franco Tiano, quello di via Matteotti, è rimasto chiuso al pubblico. In altre zone della città, come ad esempio viale Trieste o via Roma, in tantissimi hanno ugualmente esposto ai balconi le classiche lenzuola della festa, quelle utilizzate per accogliere il passaggio della Vergine nel quartiere. Presente qualche radio o tammorraro improvvisato, in parecchi hanno intonato i classici canti a “fronna” per provare a ricreare i classici momenti della festa pur reclusi in strada. Molti paganesi hanno realizzato degli autentici toselli all’interno delle proprie case, come ad esempio i ragazzi del tosello di “Casa e l’Ara”. Un modo per tenere viva la festa con la speranza che nel 2021 la città possa tornare ad esplodere di una nuova gioia e allegria.