Scafati: per i buoni spesa sono arrivate 1500 domande

Si parte da 250 per un massimo di 500 euro a famiglia, mentre monta la polemica tra i medici scafatesi

buoni spesa
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Chiuso il bando per i “buono spesa”, la loro distribuzione è prevista entro fine settimana. La scadenza, prevista inizialmente per il 6 aprile, è stata successivamente prorogata al 14. Una prima stima aveva immaginato l’arrivo di ben 9mila domande, oltre la metà delle famiglie scafatesi. Alla fine gli uffici comunali guidati dalla responsabile Anna Sorrentino hanno riscontrato 1.471 domande protocollate.

La valutazione delle domande.

“Quelle accolte sono 1150, mentre le restanti 271 non sono state accettate perché alcune superavano il limite di reddito ed altre sono state presentate su più indirizzi di posta elettronica” spiega l’assessore ai Servizi Sociali Raffaele Sicignano. I tagli saranno da 10 e 25 euro. La graduatoria tiene conto sia del reddito dichiarato, ma anche del quoziente familiare. “La somma complessiva di 459mila euro sarà ripartita nel seguente modo: 250 euro per ogni famiglia con un solo componente, più 50 euro per ogni componente del nucleo familiare fino ad arrivare ad bonus massimo di 500 euro”.

Punto di ritiro.

Per evitare assembramenti, la distribuzione si terrà in più punti della città. “I luoghi individuati sono l’ex Manifattura, il locali al piano terra del Comune, e quasi tutte le parrocchie – aggiunge Sicignano – Naturalmente ci sarà un presidio dei vigili urbani per garantire l’ordine pubblico e soprattutto il rispetto della distanza di sicurezza”. Le domande sono di fatto delle autocertificazioni prodotte dai richiedenti il sussidio, niente Isee per l’attestazione del reddito, fissato ad un tetto di 700 euro. Non è affatto improbabile la partecipazione di furbetti. “E’ chiaro che saranno fatti controlli a campione a margine” preannuncia l’assessore.

La mappa dei contagi.

La giornata di ieri sul fronte dei contagi si è attestata alla cifra tonda di 50 positivi totali, di cui 4 deceduti e 6 guariti. Intanto si alza l’asticella dello scontro tra il portavoce dell’associazione medico scientifica “Anardi” Vincenzo Santonicola e il primo cittadino Cristoforo Salvati. Sullo sfondo l’aumento dei contagi nei nuclei familiari già in isolamento, pari alla metà dei casi totali. Sono appena 15 i casi “singoli”, mentre gli altri 35 sono divisi in appena 11 famiglie. “Duecento persone in quarantena, compresi i positivi sintomatici, che non sono stati mai contattati da nessuno, se non dal proprio medico di famiglia, per monitorare il loro stato di salute e in assenza di alcun tipo di protocollo terapeutico, rimanendo in attesa del destino – l’accusa di Santonicola – diamoci uno scossone tutti, coordiniamo le strategie. Da solo o circondato da incompetenti, ti porterà solo ad essere complice di un tragico epilogo”. Un attacco frontale, avvenuto sulla chat privata dei medici scafatesi.

Il giorno dopo Salvati gira direttamente al dipartimento di prevenzione Asl, e all’Ordine dei Medici. “Una cosa è certa: chi parla, non conoscendo atti, procedure e protocolli, genera solo disorientamento, confondendo ruoli, competenze e normative”. Interviene anche la consigliera Daniela Ugliano, medico anch’essa: “L’assistenza non è istituzionale, bensì è demandata alla Asl, il comune riceve solo un elenco anagrafico. Sempre per precisione il comune ha contattato tutti i covid e garantito spesa ed approvvigionamento, farmaci ove necessari. Non può garantire altri tipi di assistenza”. Fatto sta, che mentre monta la polemica, a Scafati raddoppiano i contagi in famiglia.
Adriano Falanga