Scafati. Coronavirus. Monica racconta: “Ho temuto per i miei figli”

Monica Fiorillo, 44 anni, è la prima covid-19 positiva scafatese ad aver sconfitto il mostro coronavirus. Ha deciso di testimoniare la sua terribile esperienza

Monica Fiorillo
Monica Fiorillo

“Avevo paura di non poter rivedere i miei figli”. Monica Fiorillo, 44 anni, è la prima covid-19 positiva scafatese ad aver sconfitto il mostro coronavirus. Ha deciso di testimoniare la sua terribile esperienza, anche se attende ancora la guarigione definitiva degli altri componenti della sua famiglia. Monica con il primogenito di 15 anni (anch’esso guarito) sono infatti due dei cinque componenti su otto risultati positivi dello stesso nucleo familiare, i primi a Scafati dai primi di marzo.

L’origine del virus.

A “importare” il virus è stata la suocera, residente a Casalpusterlengo, arrivata a Scafati il 20 febbraio con il marito. “Casalpusterlengo non era ancora zona rossa (lo sarà dal 22 febbraio, ndr) e questo viaggio era programmato da tempo – racconta Monica – quandoi miei suoceri sono arrivati qui stavano entrambi bene”.Con la zona rossa e lo scoppio dell’epidemia, il 25 febbraio la famiglia finisce in isolamento preventivo. Dopo una settimana sarà la 63enne ad avere i primi sintomi, e il tampone confermerà la positività al virus. Dopo qualche giorno lo stesso tampone darà responso positivo anche per il figlio Antonio e marito di Monica, e due dei loro quattro figli, il primogenito 15 enne oggi guarito e la secondogenita (gemella) 13enne. Il virus risparmierà l’altro gemello e la più piccola di casa di appena due anni e mezzo.

Istinto di protezione.

“Ho sempre temuto per loro, nonostante siamo stati nella stessa casa, abbiamo fatto di tutto per evitare contatti diretti. E’ stato terribile non poterli baciare e toccare”. Ripercorre le tappe del suo calvario Monica. “Io e mio marito abbiamo avuto sintomi simili, la febbre non è mai stata alta, ma ci hanno accompagnato i dolori, la spossatezza e la scomparsa del senso del gusto”. I due ragazzi positivi non sono mai stati sintomatici. Stando ai dati sanitari, la loro famiglia non ha trasmesso il virus a nessuno. E’ un miracolo, considerato che, non essendoci ancora le misure restrittive attuali, prima della positività Monica e i familiari hanno svolto le normali attività quotidiane, come andare a lavoro e a scuola. Quando è saltata fuori la positività sono finite in isolamento preventivo decine di loro contatti, tra cui i compagni di classe dei suoi bambini. La loro quarantena è finita da metà marzo, e fortunatamente nessuno ha manifestato sintomi. “Sono contenta per loro, sono stati giorni difficili, ci sentivamo in colpa per loro e per i nostri figli”. L’evolversi dell’emergenza Covid-19 in Italia, il susseguirsi delle notizie, la zona rossa estesa a tutta la Nazione hanno scandito, ore per ore, giorno per giorno, la malattia di Monica.

“Ho avuto paura, sempre, ma non per me, ma per i miei figli. Pensavo a loro, a come avrebbero fatto senza la loro mamma ricoverata in ospedale”. A Casalpusterlengo vive la famiglia del marito Antonio. “Stanno tutti bene, nessuno ha contratto la malattia”. Non è chiaro come la suocera abbia potuto contrarla, Antonio raccontava di una “forte influenza” del papà ai primi di febbraio, quando non esisteva ancora l’epidemia. Fatto sta che il papà è risultato negativo assieme agli altri due nipoti. Monica vive in una famiglia molto unita,gente semplice, lavoratori, molto legati. “Ci siamo fatti forza l’uno con l’altro, senza mai perdere la speranza. I primi giorni sono stati difficili, non sapevamo mai quello che sarebbe potuto succedere dopo”.

Il covid-19 ha costretto a letto solo la suocera, ma nessuno ha mai avuto bisogno di ricovero ospedaliero. Ad aiutarli prima i familiari, poi la disponibilità del vicino supermercato. “Non si sono tirati indietro, e li ringrazio. Ci lasciavano la spesa all’ingresso di casa, e andavano via”. Una ventina di giorni di isolamento totale, poi i tamponi di verifica. Sarà due volte negativo per Monica e il primo figlio, mentre risulterà ancora positivo (dopo circa un mese) per la 63enne suocera, il 45enne marito, la 13enne secondogenita. Tra un paio di settimane sarà loro ripetuto.
Adriano Falanga