Scafati. E’ giallo sul caso “positivo fantasma” COVID-19

Nel giorno delle sue dimissioni dal Covid Hospital in cui era ricoverata, la città scopre di avere avuto un nuovo caso mai comunicato alle Istituzioni locali

Scafati Ospedale
Scafati Ospedale

Il giallo del “positivo fantasma”.

Spunta anche il “positivo fantasma” a Scafati. Nel giorno delle sue dimissioni dal Covid Hospital in cui era ricoverata, la città scopre di avere avuto un nuovo caso mai comunicato alle Istituzioni locali. E’ la metà di Marzo quando all’Umberto I° di Nocera Inferiore, reparto Malattie Infettive, viene ricoverata una 49enne residente a Scafati. La donna presenta la tipica polmonite interstiziale bilaterale da Covid-19, nonostante ciò, non uno, ma due tamponi restituiscono un risultato negativo. I medici sanno però che l’esame radiografico è più specifico del tampone, che per quanto affidabile presenta comunque un 20% circa di fallibilità. E’ l’esame sierologico che conferma la diagnosi. Viene così avviato il protocollo dedicato e la donna nel frattempo finisce trasferita a Scafati, assieme al reparto in cui era ricoverata. Risponderà bene alle cure, e il primo tampone di controllo darà esito negativo, se lo sarà anche il secondo sarà clinicamente guarita e dimessa. Tutto questo però non risulterà mai sul bollettino che l’Asl comunica alle autorità locali quotidianamente. Questo perché, plausibilmente, alle Istituzioni vengono comunicati i tamponi positivi, mentre la donna oramai guarita aveva ricevuto la diagnosi in ospedale, e non tramite tampone.

Rischio focolaio.

Resta da capire però se gli eventuali contatti diretti siano stati messi comunque in isolamento, sia per evitare la diffusione del contagio, sia per permettere la separata raccolta dei rifiuti. Un caso comunque “sfuggito” al registro cittadino, che resta quindi fermo a 42 casi totali, di cui 4 deceduti e 6 guariti. E sulla necessità di fare tamponi a campione in città continua il dibattito. “Necessario per evitare focolai” è la tesi di chi li chiede. Sono quasi 400 i tamponi effettuati sul territorio cittadino e, dati alla mano, il 10% è risultato positivo. Lo conferma il primo cittadino Cristoforo Salvati. “Tamponi a tappeto? Non è possibile, sia perché mancano in tutta la provincia, sia perché chi è negativo oggi non è detto lo sia anche domani, e quindi si rischia di provocare un calo nel rispetto delle misure di distanziamento sociale, che ad oggi si confermano essere l’unico modo per contrastare l’epidemia”. Non solo, sono già due i casi di Covid -19 che i tamponi non hanno rivelato.

“Credo che bisogna continuare su questa strada intensificando i tamponi delle categorie a rischio: medici di base, operatori sanitari, polizia municipale, carabinieri e dializzati. A tale proposito sono stati sottoposti a tampone circa 60 dializzati di un centro convenzionato insistente sul nostro territorio e risultati tutti negativi” aggiunge Salvati. Il virus è entrato anche nella folta comunità magrebina residente a Scafati, con la positività di un 38enne. “Intensificherò i controlli da parte della polizia municipale e sto studiando misure specifiche al fine di evitare la nascita di un focolaio in tale folta comunità. Dal punto di vista dell’emergenza sociale abbiamo aperto un conto vincolato è dedicato agli aiuti da destinare all’ospedale e ai cittadini indigenti. L’amministrazione sta rispondendo con serietà alle esigenze del territorio dando il proprio contributo concreto. Le somme raccolte saranno destinate in base alla causale indicata ad una delle due cause”.
Adriano Falanga