Scafati. Di Massa e Meriani: duplice dubbio per Salvati.

A Palazzo Mayer due principali i nodi politici da sciogliere: un assessorato ad Di Massa e il post Meriani alla guida dell’Acse

Salvati Di Massa
Salvati Di Massa

Si allenta la tensione a Palazzo Mayer per l’emergenza Covid-19, ma resta quella legata ai due principali nodi politici che il sindaco Cristoforo Salvati è chiamato a sciogliere: un assessorato ad Alfonso Di Massa e il post Daniele Meriani alla guida dell’Acse. Temi spinosi, che stanno tenendo in fibrillazione la maggioranza e soltanto l’impossibilità di tenere vertici “fisici” ha tenuto, fino ad oggi, le questioni su toni ancora moderati. Ma lo scontro è nell’aria, c’è un diffuso malcontento tra le fila della coalizione che sostiene Salvati, a partire dalla “blindatura” della casa comunale voluta dal primo cittadino, che ha chiesto alla sua squadra, ad inizio emergenza sanitaria, di restare il più possibile fisicamente lontani dal suo ufficio al secondo piano.

Le fobie di Salvati.

In questo periodo il sindaco ha mostrato, raccontano i sui fedelissimi, una vera e propria “fobia” sul rischio assembramenti. Evidentemente da medico avrà avuto le sue ragioni. Fatto sta che oramai la nomina di Alfonso Di Massa ad assessore al Commercio e Polizia Municipale ha assunto le vesti di un vero romanzo giallo. La firma al decreto, che Salvati ritiene cosa fatta, continua ad essere posticipata. Da un lato vi sono le incertezze dello stesso capogruppo Fdi, consapevole, da navigato politico qual è, che l’entrata in Giunta significa certamente un incarico di prestigio amministrativo, ma dall’altro lato segna anche le sue dimissioni da consigliere comunale. E per lui, primo eletto con circa 750 voti, sarebbe un salto nel vuoto.

Una questione spinosa.

Ma la situazione è ancora più complessa, considerato che sulle spalle di Di Massa pendono ancora due avvisi di garanzia in sospeso, uno legato ad una faccenda di presunta corruzione avvenuta fuori le mura cittadine e lontano dal suo ruolo istituzionale, e un altro legato al filone delle autocertificazioni sulle incompatibilità, assieme ad altri 19 amministratori comunali. Non solo, era la stessa sua maggioranza che a poche settimane dalla vittoria elettorale, scriveva (con sindaco in testa) al Prefetto di Salerno per chiedere cosa fare del consigliere indagato.

A distanza di 8 mesi, è lo stesso primo cittadino che spinge per la sua entrata in Giunta. Un braccio di ferro che non convince Di Massa. E non convince neanche la segretaria comunale Giovanna Imparato, che dopo il terremoto sulle incompatibilità oggi ha piantato i piedi ben a terra. Di Massa per entrare in Giunta ha bisogno del “nulla osta” di tutti i dirigenti di settore, motivo? Evitare lo scivolone che ha visto l’iscrizione sul registro degli indagati di 20 amministratori, tra maggioranza e opposizione. E poi, non di minore importanza, resta ancora da capire se “mister voti” presenta o meno un profilo (l’ennesimo) di incompatibilità riguardo al fallimento della Scafati Sviluppo, in cui, nella precedente amministrazione comunale, ricopriva il ruolo di Presidente di Cda.

Acse: in discussione anche il futuro di Meriani.

E’ tira e molla anche sul post Meriani in Acse. Tra pochi giorni, con la presentazione del Bilancio, il manager della partecipata che si occupa di raccolta rifiuti, parcheggi e cimitero avrà esaurito il suo mandato, voluto dalla commissione straordinaria. Meriani ha già comunicato anche in Prefettura la sua intenzione di andare via, ma la maggioranza non ha ancora trovato una sintesi sul suo successore. A dire il vero, è volontà diffusa, tranne per Identità Scafatese, di ripristinare il Cda.

Una soluzione che piace anche al sindaco ma che necessita di un voto in Consiglio Comunale. E la fobia di Salvati per gli assembramenti rende questa soluzione non fattibile nell’immediato. Resta quindi la nomina di un nuovo a.d. “a scadenza”. Una nomina che spetterebbe, secondo vecchi accordi elettorali, alla civica Insieme Possiamo, ma che vede l’interesse anche di altre compagini, oltre alle voci che vorrebbero alla guida della società un noto imprenditore vicino all’amministrazione. O chi per esso. Covid-19 a parte, saranno decisivi i prossimi giorni.
Adriano Falanga