Un nuovo infetto a Scafati. Caos Tamponi allo Scarlato

E’ polemica quanto ai tamponi, sia all’interno del nosocomio, che in città. su più fronti, comincia a levarsi alto l’appello a effettuare tamponi su larga scala

Coronavirus Scafati Covid Hospital
Coronavirus Scafati Covid Hospital

Lascia il Covid Hospital Scarlato anche il sindacalista scafatese 69enne, ricoverato da metà marzo e risultato positivo, pare, dopo un viaggio di lavoro nelle Marche. E’ risultato clinicamente guarito dopo il doppio tampone negativo. Salgono così a tre i guariti scafatesi, mentre purtroppo sul fronte opposto ieri sera è risultata positiva un’anziana signora, ricoverata provvisoriamente all’ospedale Villa Malta di Sarno. Le sue condizioni al momento non sembrano destare particolari preoccupazioni. La pensionata era un “caso sospetto”, già monitorato dall’Asl. Come da protocollo, è stato effettuato il tampone anche ai familiari, per i quali è stato disposto l’isolamento domiciliare. Già oggi si attendono i risultati.

Polemica sui tamponi.

E’ polemica quanto ai tamponi, sia all’interno del nosocomio, che in città. “Ritenete opportuno che agli operatori della logistica e/o pulizie non vengano eseguiti ne tamponi ne test rapidi? Sono lavoratori a stretto contatto con altri operatori sanitari” così Luigi Acanfora, portavoce Nursind, in una lettera alla direzione sanitaria. Acanfora ritorna ancora sul mancato trasferimento degli infermieri. “Come mai gli infermieri e oss del reparto di Malattie Infettive non hanno seguito il reparto trasferitosi a Scafati, potendo scegliere, nonostante l’esperienza, di trasferirsi in altri reparti semivuoti, come la chirurgia di Pagani e “buttando” letteralmente giovani infermieri nelle corsie Covid senza alcuna esperienza e senza alcuna formazione?” insiste il sindacalista. In città, su più fronti, comincia a levarsi alto l’appello a effettuare tamponi su larga scala.

Scarsa attività di prevenzione.

“Le attività di prevenzione fanno acqua da tutte le parti con pochi, pochissimi tamponi effettuati, anche da chi ne fa richiesta. La conseguenza è che gli asintomatici non vengono individuati e i focolai scongiurati” le parole della consigliera regionale Monica Paolino. “Al momento non è possibile in quanto i tamponi messi a disposizione dalla regione al 118 che li effettua sul territorio, sono circa 400 per tutta l’Asl Salerno. Numero esiguo per una grossa popolazione” spiega l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia.

“Inoltre i laboratori al momento non riuscirebbero ad effettuare in tempo brevi una enorme mole di analisi – aggiunge – Attualmente sul territorio saranno effettuati su soggetti deboli come i dializzati o categorie a rischio come forze dell’ordine e medici. Sono comunque allo studio la possibilità di fare test rapidi su sangue e i soggetti che presentano positività agli anticorpi anti Covid 19 indirizzati al tampone per decidere se sono immuni o ancora infetti”.

Chiedono il perché a Scafati l’Asl non ha ancora costituito l’Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) i consiglieri di Insieme per Scafati: Michele Russo, Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto e Michelangelo Ambrunzo. “Necessarie ed indifferibili per una presenza ed un’assistenza domiciliare ai soggetti contagiati o che presentino sintomi in attesa degli accertamenti dovuti” scrivono. “Purtroppo non sono riuscite a partire le USCA per migliorare l’assistenza ai pazienti positivi a domicilio, perché non si è riusciti ad arruolare un numero sufficiente di medici”, chiarisce l’assessore Arpaia.
Adriano Falanga