Scafati. Il post Covid dell’ospedale Scarlato: “Polo infettivo e pneumologico”

Restano appena 19 positivi. Guariti anche due fratellini di 5 e 6 anni. Si apre il dibattito sul post Covid dell'ospedale Scarlato. Arpaia: "porteremo nostre proposte all'Asl"

Scafati Ospedale
Scafati Ospedale

Torna a casa la famiglia ricoverata al Da Procida di Salerno. I quattro: mamma, papà e i figli di 6 e 5 anni, erano stati trasferiti presso la struttura salernitana per permettere loro una convalescenza separata dal nucleo familiare, evitando così di trasmettere il virus anche a loro. Doppio tampone negativo per questa famigliola di origine marocchina, ritornata a casa e ricongiunta con i propri familiari. Torna a casa anche la neo mamma 37enne ricoverata al Policlinico di Napoli, dopo aver dato alla luce la sua bambina nonostante fosse ritornata nuovamente positiva a distanza di due settimane dalla guarigione. Non è chiaro se quel tampone effettuato prima del parto sia stato un falso positivo, ad ogni modo tuto superato. Doppio tampone negativo per lei e la piccola, e ritorno a Scafati. Continua a crescere il numero dei guariti sui 63 casi positivi totali registrati a Scafati.

I GUARITI

Da quando è iniziata la fase2 la città dell’Agro non ha registrato nuovi casi, il che lascia ben sperare in prospettiva futura. Naturalmente bisogna smorzare ogni facile entusiasmo, considerato che soltanto a fine settimana si potrà avere una stima puntuale sull’allentamento delle restrizioni. Fatto sta che ad oggi, tolti i 5 deceduti e i guariti ufficiali, restano soltanto 19 casi, tutti però in via di guarigione e in attesa di doppio tampone negativo. Un dato confortante, su cui però ci va ancora cauto il primo cittadino Cristoforo Salvati. “Una cosa è certa. Il virus è ancora tra noi, ma questi dati ci incoraggiano sempre di più. Non abbassiamo la guardia. Continuiamo ad essere responsabili”. La situazione non è diversa neanche al Covid Hospital Scarlato. I ricoveri sono oramai dimezzati e i pazienti attualmente ricoverati sono tutti in dirittura d’arrivo verso la guarigione. Terapia intensiva vuota da una decina di giorni, appena quattro i ricoverati in Malattie Infettive e meno di una decina in Pneumo Covid sub intensiva.

IL FUTURO DELLO SCARLATO

Una situazione che apre una prima, forse prematura finestra, su quello che sarà il destino del presidio. “Con il sindaco abbiamo chiesto un incontro con il direttore generale Asl Mario Iervolino – spiega l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia – per fare un punto e portare le nostre proposte”. E’ chiaro che si parla di post Covid, e seppur i dati sul contagio restassero quelli attuali, non è ancora esclusa una eventuale ripresa dell’infezione con il periodo autunnale. Un’incognita che al momento conferma l’attuale organizzazione dello Scarlato. Gli orientamenti dei vertici sanitari regionali e provinciali puntano a consolidare la struttura come polo di eccellenza in Bronco pneumologia. Resterà certamente a Scafati Malattie Infettive, a cui verrà affiancato un reparto Medicina. Il Pronto Soccorso dovrebbe essere dedicato alle sole emergenza di natura respiratoria. Si vocifera anche di un reparto di Chirurgia Toracica. “Non possiamo che essere felici del potenziamento del nostro ospedale, ma l’obiettivo resta garantire l’emergenza urgenza” aggiunge Arpaia. Da medico del 118 con una consolidata esperienza in Pronto Soccorso, l’assessore sa bene che l’Umberto I° non riesca a far fronte alla mole di interventi che l’agro nocerino richiede ogni giorno. “Attivare anche una Chirurgia generale con cardiologia ci permetterà di avere un pronto soccorso più ampio, e non circoscritto alle sole patologie respiratorie”. Un obiettivo lontano, ma in fondo “agevolato” dall’emergenza Covid, che ha permesso allo Scarlato di ritornare ad essere centro di riferimento per gli scafatesi e città limitrofe.

Adriano Falanga