Angri. Maria Immacolata D’Aniello conferma le dimissioni da assessore

Crolla il sistema Ferraioli? Maria Immacolata D’Aniello uno dei laboriosi perni dell’esecutivo ha deciso di rimettere le sue deleghe e dimettersi

maria immacolata d'aniello
maria immacolata d'aniello

Un’altra tegola cade sul capo di Cosimo Ferraioli. Sembra che la luna di miele dopo l’emergenza COVID-19 sia arrivata ai titoli di coda. Improvvisamente per il primo cittadino riappaiono intatti i vecchi spettri del suo passato messi in quarantena e oggi riapparsi in fase 2. Falle manifeste nell’esecutivo si stanno materializzando nuovamente in maniera netta e marcata. Maria Immacolata D’Aniello uno dei laboriosi perni dell’esecutivo ha deciso di rimettere le sue deleghe e dimettersi. La sua lettera di dimissioni, con tanto d protocollo, è stata un mistero fitto per diverse ore.

La conferma.

D’Aniello ha voluto confermare qualche minuto fa la sua volontà di volere terminare anzi tempo la sua esperienza in seno ad un esecutivo vuoto e ormai lacerato da “faide” interne. Tenuto in piedi dalle fazioni politiche che hanno sempre “controllato” Ferraioli in questi cinque anni. Le dimissioni di Maria Immacolata D’Aniello sono un serio campanello d’allarme per Cosimo Ferraioli in vista del voto d’autunno. L’assessore è in forza alla Lega che dopo questo passo potrebbe optare per nuove prospettive. Un gruppo consiliare molto legato e coeso quello leghista e vero collante per la frantumata maggioranza mai saputa tenere insieme da Ferraioli. Interpellata sulla vicenda D’Aniello ha preferito celarsi dietro un momentaneo e comprensibile “silenzio stampa” dettato forse anche dal difficile momento emotivo che sta vivendo.

I motivi ancora poco chiari.

Bisogna capire quale è stato il fattore scatenante che ha portato alle clamorose dimissioni che sembrano improrogabili. Dimissioni che seppure fossero prevedibilmente rigettate dal sindaco hanno chiaramente messo in luce una crisi che era stata annacquata e velata dall’emergenza pandemia. Ora che tutto sta tronando alla normalità, che l’eccezionalità del momento del “terrore” e della “paura” è stata già cancellata riemergono dissapori interni. Drammi interni amplificati in maniera artata all’esterno con le soffiate di chi ha interesse a mettere in evidenza lo scollamento di una maggioranza. Un’alleanza che da tempo non esiste più e che, a maggior ragione, evidenziata dalla sfiducia dello scorso anno che portò in città l’apprezzato commissario Alessandro Valeri scalzato dal reintegro in sede giudiziaria da Ferraioli, prolungando di fatto un’agonia amministrativa da reggere fino al prossimo autunno per l’emergenza pandemia.
Luciano Verdoliva