Scafati. Il progetto: farmacie comunali gestite dall’Acse

Un’idea che si colloca in un progetto più ampio che vede la riorganizzazione della prima partecipata scafatese, a partire dal potenziamento e ampliamento dei servizi offerti

Potrebbe essere l’Acse a gestire, in un futuro non tanto remoto, le farmacie comunali. O meglio, quelle che non saranno vendute a seguito del bando, non ancora pubblicato. Un’idea che si colloca in un progetto più ampio che vede la riorganizzazione della prima partecipata scafatese, a partire dal potenziamento e ampliamento dei servizi offerti. L’Acse, secondo la volontà di una nutrita fetta di esponenti della maggioranza di Cristoforo Salvati, potrebbe inglobare servizi attualmente esternalizzati, come la manutenzione stradale, degli immobili comunali, del verde pubblico e la pubblica illuminazione. E in quest’ottica potrebbero rientrare anche le farmacie che dovessero risultare invendute, considerato che la priorità della vendita è la copertura dei tre milioni di euro iscritti nel piano di rientro e approvato dalla Corte Dei Conti. Una cifra molto inferiore ai quasi 8 milioni di valore complessivo stimato da Palazzo Mayer. A un anno e mezzo dall’uscita dal Consorzio farmaceutico voluto dalla Commissione Prefettizia, la farmacie sono gestite ancora in linea di continuità dall’ente interprovinciale, che dividerà eventuali utili o perdite al 50% con il Comune di Scafati. Di fatto, in assenza di una opportuna convenzione scritta e votata dal Consiglio Comunale, oggi non è possibile per le forze istituzionali scafatesi poter esercitare un potere di controllo sulla gestione delle cinque strutture, e tutto viene rimesso in capo al Consorzio. A lasciare perplessi vi è anche l’attuale prorogatio del cda, che doveva essere rinnovato ad inizio anno ma l’emergenza Covid ne ha frenato l’iter. Insomma, lasciare 5 importanti attività commerciali di natura pubblica in gestione ad un ente senza propri rappresentanti in posizione di controllo non è rassicurante. L’attuale presidente Andrea Inserra e il componente cda Filippo Accardi, entrambi scafatesi, furono indicazione dell’amministrazione Aliberti. Vendere il vendibile e gestire in house le farmacie rimanenti, sarebbe questa una prospettiva allo studio dell’amministrazione Salvati.

IL PROGETTO

Ed è in questo contesto che infatti si colloca anche l’imminente nomina del nuovo amministratore unico dell’Acse. Pochi giorni fa il Consiglio Comunale ha votato un atto di indirizzo che fissa le linee guida per la scelta del nuovo manager, che andrà a sostituire Daniele Meriani. Un pacchetto di requisiti professionali e di competenze specifiche, che potrebbero traghettare l’Acse nella sua nuova veste aziendale. Meno ingessata sulla sola raccolta rifiuti, e aperta alla gestione di nuovi servizi pubblici che la renderebbero una piattaforma multiservizi, sulla scia di quanto accade in molto comuni limitrofi. Ed è in questo ambiente che potrebbe maturare l’indicazione del futuro amministratore. A giorni sarà pubblicato il bando, ed entro luglio dovrebbe esserci l’addio definitivo a Daniele Meriani. Rimodulare i servizi offerti dalla prima partecipata scafatese era del resto già un progetto ambizioso e articolato dello stesso commercialista voluto dai commissari anticamorra. “Tenendo conto del principio di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, ci rendiamo disponibili anche alla gestione dei seguenti servizi comunali: Manutenzione degli immobili comunali; verde pubblico; Villa comunale; Pubblica illuminazione; rete viaria e segnaletica orizzontale e verticale” oltre alla gestione del Polverificio Borbonico. Un progetto che ridisegna una nuova Acse, ambizioso, e che trova sponda tra le fila della maggioranza. E’ però il sindaco a frenare: “Sono contrario a caricare Acse di altri incarichi, avremo una partecipazione di fatto più incisiva dell’ente. L’obiettivo oggi è ottimizzare la raccolta rifiuti”, aveva detto Salvati qualche settimana fa.

Adriano Falanga