Uffici comunali ancora chiusi, e stato di agitazione dei dipendenti, è bufera su Palazzo Mayer. A due mesi e mezzo dall’emergenza Covid, e nonostante l’allentamento delle restrizioni, la casa comunale è ancora blindata, gli unici ad aver aperto al pubblico sono gli uffici della partecipata Acse, con le dovute misure di sicurezza. Non hanno mai chiuso invece gli uffici della Polizia Municipale, nonostante l’Ente non abbia fornito idonee barriere di protezione. Di contro, i sindacati sono sul piede di guerra e la continua carenza dei dipendenti, molti dei quali prossimi alla pensione, rischia davvero di mandare in tilt l’amministrazione scafatese. A rischio anche l’ufficio Tributi, con il responsabile Vittorio Minneci intenzionato a chiedere l’uscita dal lavoro anticipata tramite quota 100. Il sindaco Cristoforo Salvati starebbe sondando tra il personale eventuali velleità a ricoprire il delicato incarico, ma senza personale a disposizione e con le perfomance ancora da pagare, è più facile che altri dipendenti seguano Minneci in pensione, piuttosto che prenderne il posto. Le pressioni per riaprire la casa comunale arrivano da ogni fronte. “Salvati scriva al Sindaco di Scafati che sarebbe il caso di riaprire il Comune, e di farlo assicurando la massima e dovuta sicurezza ai cittadini e ai dipendenti. Se il Sindaco non risponde, magari può mandare una lettera al Prefetto” ironizza dal Pd il segretario Michele Grimaldi. “Ai cittadini sono negati i servizi comunali – così Michele Raviotta – In qualità di presidente del Cotucit chiedo l’intervento del Prefetto per sbloccare una situazione paradossale che sta provocando enormi disagi ai cittadini e potrebbe creare problemi di ordine pubblico”.
STATO DI AGITAZIONE
I dipendenti sono sotto tensione, non solo per la mancata corresponsione delle perfomance 2019, ma anche per le condizioni di lavoro che non permettono una macchina comunale efficace ed efficiente. Interi settori sono scoperti di personale e accorpati ad altri. Un malcontento che ha comportato lo stato di agitazione. “Siamo costretti a prendere atto del coronamento evanescente che sta caratterizzando codesta Amministrazione, la quale in tutti gli incontri negoziali si è sempre dichiarata attenta e disponibile nel riportare con le parti sociali di riportare nell’alveo del buon andamento amministrativo la gestione pubblica, per poi essere smentita nei fatti dall’imperante ed ondivaga azione di burocrazia interna” scrivono CGIL, CISL e UIL provinciali in una lettera che hanno inviato al Sindaco, agli Assessori Comunali, alla Segretaria Generale, ai Responsabili di Settore ed alla RSU e dipendenti. “E solo il caso di rinnovare l’esistenza della drammatica e generalizzata carenza di personale, che in un triennio e passata da circa 300 a 120 unità lavorative, che a breve, causa il raggiungimento del limite ordinamentale e quota 100, perderà ulteriori altre 10 unità tali da far collassare con effetto domino tutto il sistema generando ulteriore aggravamento sul benessere organizzativo, ed in maniera principale, sui Cittadini costretti a pagare il conto dello stallo sotto forma di compressione di tutti i servizi”. Al lavoro il nuovo assessore al Personale Nunzia Di Lallo, che in uno con il primo cittadino ha replicato ai sindacati. “Per le perfomance sono stati sollecitati i responsabili e gli uffici di settore a predisporre gli atti necessari al Nucleo di Valutazione per la conclusione delle procedure – si legge in una nota – questa amministrazione, pur con tutte le difficoltà dovute al Covid, sta cercando con grande sforzo di fare fronte a tutte le richieste per venire incontro alle legittime aspettative dei dipendenti”.
Adriano Falanga























