Angri. Commercianti in crisi. Il sindaco scrive a De Luca e Conte

Cosimo Ferraioli ha raccolto le istanze delle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, dell'associazione dei barbieri e dei tanti imprenditori e commercianti

Angri Comune riunione commercianti
Angri Comune riunione commercianti

Il sindaco scrive al governatore della Regione Campania De Luca e al Presidente del Consiglio Conte.

Cosimo Ferraioli ha raccolto le istanze delle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, dell’associazione dei barbieri e dei tanti imprenditori e commercianti che in questi giorni l’hanno interpellato evidenziandogli non solo le difficoltà del momento, dovute al prolungato stop delle loro attività, ma anche e soprattutto le difficoltà economiche che cominciano ad essere preoccupanti. Interi comparti messi in ginocchio dal perdurare della chiusura; soprattutto i bar, i ristoranti, i barbieri, i parrucchieri e i centri estetici che dovranno riaprire il primo giugno. E lui scegliendo il giorno della festa dei lavoratori, ha scritto al governo regionale e a quello nazionale per avere risposte immediate, chiedendo sostegno economico per l’ente che rappresenta e dunque soprattutto per le aziende cittadine.

Trovare soluzioni con urgenza.

“C’è bisogno di soldi e subito – dice il Sindaco nella missiva – per evitare la chiusura definitiva di molte delle attività economiche, le cui conseguenze di natura sociale sono facilmente intuibili. Liquidità immediata a fondo perduto e senza troppa burocrazia, per tutti moratoria fiscale e tributaria con conseguente sostegno ai comuni; riduzione del costo del lavoro e contributi a fondo perduto per i fitti.Le rigide misure dei bilanci comunali impongono scelte drastiche: il sostegno ai cittadini e alle imprese commerciali e artigiane determineranno conseguentemente la riduzione o l’eliminazione di altri servizi. Non bastano le azioni di slittamento del pagamento dei tributi: è necessario sostenere i comuni per non gravare sugli operatori con imposte su attività che sono state chiuse”.

“Potrebbe essere opportuno – continua il sindaco – valutare l’ipotesi dell’apertura graduale di altre categorie commerciali, quali ad esempio barbieri e parrucchieri, utilizzando le dovute cautele di natura igienico-sanitaria: lavoro su prenotazione telefonica o on line, contingentamento anche all’interno dei locali in relazione alla superficie (tipo cartolerie o altre attività in esercizio), misurazione della temperatura corporea all’ingresso nei locali, utilizzo dei necessari DPI per operatore e cliente, disinfezione serale alla chiusura. In tal modo, oltre a dare fiato a categorie in ginocchio, si avrebbe la sensazione di una completa omogeneità di comportamento”.

La nota allegata.

“Per questo – conclude il Sindaco – allego la nota dell’Associazione dei Barbieri di Angri, con relative firme, con la quale si fa esplicita richiesta di consentire l’apertura delle loro attività a partire dall’11 maggio p.v. Richiesta che, compatibilmente con le misure di contenimento in essere comprese eventualmente quelle aggiuntive, si ritiene del tutto condivisibile.
Inoltre la stessa Associazione insieme alle altre associazioni di categoria, la Confesercenti e la Confcommercio, ha ritenuto inutile la dimostrativa consegna delle chiavi, confidando in una più democratica rappresentazione delle giuste esigenze”

Una lettera accorata che fa seguito a un’altra già inviata al presidente del Consiglio, che aveva sollevato molte polemiche, ma che di fatto ha fotografato una situazione economica, che dopo il dramma sanitario, sarebbe divenuta seria e preoccupante.

Aldo Severino