Angri. Gli operatori bocciano l’area mercato dell’ex scalo merci

Area ritenuta troppo piccola e ingestibile. Prima bocciatura per l‘area mercatale individuata nell’ex scalo ferroviario di Corso Vittorio Emanuele dal sindaco Cosimo Ferraioli

Angri ex scalo merci
Angri ex scalo merci

Area non idonea.

Area ritenuta troppo piccola e ingestibile. Prima bocciatura per l‘area mercatale individuata nell’ex scalo ferroviario di Corso Vittorio Emanuele dal sindaco Cosimo Ferraioli. A manifestare riserve sono gli operatori mercatali dell’AssoCampania rappresentati in loco anche Enrico De Vivo. Perplessità contenute in una nota stampa che precede l’ennesimo incontro con l’amministrazione comunale.

La nota degli operatori mercatali di AssoCampania.

“Come operatori mercatali, a seguito dell’incontro avuto tra le associazioni di categoria e il sig. Sindaco di Angri, teniamo – si legge nella nota – a sottolineare che l’area individuata dall’Amministrazione non risulta adeguata alle reali esigenze del mercato settimanale. Non intendiamo entrare nel merito dell’idoneità della scelta sul piano amministrativo e urbanistico, non esprimiamo pertanto una valutazione circa l’ubicazione dell’area, la mancanza di parcheggi o le opere da realizzare per metterla in sicurezza. Il vero problema che intendiamo evidenziare è la scarsa capienza dell’area, idonea a contenere il numero massimo di 60 stalli, a fronte dei 130 (ed oltre) necessari. Non è per noi immaginabile svolgere il mercato su due turni settimanali, come proposto dal Sindaco, non solo perché avrebbe ricadute negative sul piano commerciale, ma soprattutto perché ciascun operatore è quotidianamente impegnato in altri mercati. Senza contare che nei giorni infrasettimanali il traffico ferroviario e la relativa utenza sono maggiori e questo creerebbe disagi al mercato ed alla città. Ci siamo resi pertanto disponibili a fare dei sacrifici durante il perdurare dell’emergenza sanitaria, accettando una turnazione limitata al periodo dell’emergenza, per poter favorire il distanziamento sociale. Questo però è possibile soltanto in un’area che contenga il numero complessivo di stalli necessari a fine emergenza, come quella che attualmente ospita il mercato. Spostare, invece, il mercato nello scalo merci renderebbe necessario per sempre svolgere il mercato 2 giorni a settimana. Auspichiamo che gli incontri servano a trovare delle soluzioni idonee e condivise e non a comunicare scelte unilaterali già effettuate”.