Angri: la spesa COVID diventa velenosa. Scontro frontale Mauri – Ferraioli

Veleni sulla gestione dei beni solidali già attenzione di indagini dei Carabinieri. Nuove accuse arrivano da Pasquale Mauri già sindaco di Angri

Angri buoni spesa - foto dal social
Angri buoni spesa - foto dal social

Veleni sulla gestione dei beni solidali già attenzione di indagini dei Carabinieri. Nuove accuse arrivano da Pasquale Mauri già sindaco di Angri che nella serata di ieri ad Obiettivo Tre, storica trasmissione di Antennatre, ha duramente criticato il “metodo Ferraioli” per la gestione beni solidali e dei buoni connessi. La Notizia è stata successivamente amplificata dall’online cittadino Angrinews che ha messo in evidenza le pesanti accuse di Mauri.

Accuse pesanti sulla gestione dei pacchi solidali.

“Ci sono esponenti della maggioranza che effettuano telefonate alle persone per sapere se hanno bisogno di pacchi e di generi alimentari – spiega Mauri ospite della emittente televisiva Antenna Tre – voglio ricordare a questi consiglieri che il ruolo della politica è un altro e questo tipo di attività relativa alla gestione dei servizi e dei beni è di esclusiva competenza dei dipendenti comunali”. Accuse che lo stesso Mauri in giornata avrebbe confermato anche nella denuncia presentata ai Carabinieri in una circostanziata querela. Ancora una volta nel mirino sono finiti i servizi sociali e la loro alquanto discutibile gestione.

La delega ai servizi sociali e il “salto della quaglia”.

Alla guida del delicato settore c’è l’assessore delegato Maria D’Aniello che all’atto della sfiducia di Ferraioli la scorsa estate si dimise prendendo polemicamente le distanze, anche pubblicamente, dall’allora sospeso primo cittadino al punto di avvicinarsi al Presidente della Regione Vincenzo De Luca prontamente disconosciuto al reintegro nelle sue funzioni di Cosimo Ferraioli lo scorso febbraio facendo un “opportuno e fulmineo mea culpa” per la sbandata e pronta a farsi reintegrare per “cavillo” rientrando in possesso delle deleghe senza non poche perplessità anche di una parte della maggioranza ma con il solito tacito assenso di Ferraioli detto “il silenzioso” edi altri “silenziosi manovratori”.

Botte tra anziani.

Una triste pagina per i servizi sociali che già prima della pandemia avevano vissuto una imbarazzante diaspora tra anziani del centro di Via Colombo, con risse continuate tra fazioni, tanto che il commissario Alessandro Valeri ne dispose l’immediata chiusura. Angri ha anche una grande responsabilità nella gestione e la crisi del Piano di Zona in procinto di essere commissariato proprio per una mancanza di coordinamento tra il sindaco Ferraioli e l’assessore Maria D’Aniello, ritenuta molto “naif” nella guida del terzo settore locale. D’Aniello in prima persona da oltre due mesi sta coordinando gli aiuti alle famiglie disagiate ma ancora non ha chiarito i criteri di selezione delle persone aventi diritto al bonus spesa e ad altri interventi straordinari in tempo di emergenza COVID-19.

Ferraioli non se le tiene e rilancia.

Ieri l’accusa di Mauri al quale Ferraioli, o che per lui “inquietantemente” gestisce il suo profilo personale, ha prontamente risposto rilanciando: “Invito il consigliere Mauri ad andare ovunque ritenga necessario e ovunque lo porti il suo “buon cuore”, con le sue immaginazioni, per noi l’emergenza non è ancora finita, evidentemente per qualcuno non è mai iniziata se ha anche il tempo e lo spirito per dedicarsi a queste fantasie. Noi confermiamo tutto ciò che abbiamo fatto e faremo ancora, sempre vicini a chi soffre e a chi ha bisogno. Fare, vale sempre più di mille parole”.

Un quadro complesso di “ammuina”. Affreschi angresi. 

Secca la contro risposta di Mauri: “Al sindaco che stamattina, invece di fornire spiegazioni, tenta ancora una volta di mettere alla gogna chi osa sollevare una critica, e si trincera dietro “l’emergenza non è finita”, dico solo che ad Angri non abbiamo bisogno di un piccolo, piccolissimo, dittatore, perché ad Angri è ancora vigente la democrazia! E noi la difenderemo, cosi come difenderemo la dignità degli angresi, prima fra tutti quella di chi è in condizioni economiche sfavorevoli”. Un quadro complesso, un affresco angrese, con l’aggravante della caratteristica “ammuina” delle urla social di assessori, consiglieri e fans di varie fazioni che tendono a complicare ulteriormente uno scenario finale di una legislatura isipida ed incolore, da dimenticare, un po’ come tutto quello che è stato nell’ultimo decennio e senza spingersi oltre perchè pare peccato. “Parce sepulto”.
Luciano Verdoliva