Angri. L’avatar social di Cosimo Ferraioli. Quanti interrogativi

Cosimo Ferraioli è un sindaco intelligente e preparato. Chi scrive ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo. Ha grandi vedute ma...

Cosimo Ferraioli Warol
Cosimo Ferraioli Warhol

Cosimo Ferraioli è un sindaco intelligente e preparato. Chi scrive ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo. Ha grandi vedute, un concetto dello spazio urbano, un retaggio culturale continuamente nutrito da letture interessanti che scindono anche dal suo ruolo tecnico e istituzionale. Quante volte ci siamo confrontati in chat anche in maniera forte. Non gli ho mai nascosto le mie perplessità sulla sua pirandelliana giunta, che non ritengo sufficientemente alla sua altezza. Non ho mai voluto leggere i curriculum di chi ci ha amministrato per cinque anni, sarebbe una chiara offesa all’intelligenza di chi effettivamente ha fatto ben altri sacrifici sulle “sudate carte” senza però volere ledere la loro onorevole dignità essendo anche miei amici.

Un indiscutibile spessore culturale poggiato sulle fragilità.

L’elevato spessore culturale di Ferraioli si poggia, però, su un sottile basamento retto da chi è stato messo ad amministrare per premio, per volere politico, per una perversa e incomprensibile logica di numeri, senza considerare ne curriculum o esperienze pregresse in qualche preciso settore della P.A. Si sta lì è basta “come foglie d’autunno”. Credo che Ferraioli in cinque anni abbia vissuto con lacerazione questo “gap” con la sua squadra di equini purosangue. Quello che lascia basito, oltre la sua presente assenza in questo lustro amministrativo, sia la remissività e certe azioni non comprensibili.

Bannati.

Ultimamente mi è capitato di essere taggato in un post da una cittadina indignata che manifestava, a giusta guisa, il suo giusto sdegno per essere stata bannata dalla pagina “personale” del sindaco avendo mosso semplici critiche al suo indirizzo.

Chi manipola il suo pensiero?

Conscendo l’intelligenza critica di Cosimo posso presumere che il suo profilo social personale venga gestito in remoto da qualche persona che non ama le contestazioni rivolte al primo cittadino. Sono fermamente convinto, sentendo anche i ragionamenti fatti nelle sue “interessanti” dirette e interventi affini, che da persona intelligente e ironica qual è, non avrebbe mai bloccato cittadini con divergenze di pensiero. Maliziosamente, e con retro pensieri, sono portato a credere che a gestire il suo profilo, per altro nemmeno istituzionale e quindi non facilmente accessibile a tutti, sia un avatar o simile. Non credo inoltre che il sindaco Ferraioli negli ultimi due mesi, oltre a gestire egregiamente l’emergenza COVID-19, a un inaspettato “presenzialismo” che ha riempito i vuoti e le assenze di ben cinque anni, abbia avuto tutto questo tempo per postare continuamente foto e pensierini rivolti ai suoi concittadini impauriti dalla pandemia e dalla fame.

Chiedo al mio amico, Cosimo Ferraioli di dirci la verità sulla gestione del suo profilo e come mai non usa i canali ufficiali del comune per fare le sue comunicazioni? Accertato che non tutti hanno la possibilità di seguirne le gesta e ascoltarlo a mezzo social, soprattutto sulla sua pagina la quale a una gran parte dei cittadini, opposizione compresa, e forse da domani anche al sottoscritto, è impedita qualunque visione dell’intensa azione politica – amministrativa attuata negli ultimi sessanta giorni insieme ai suoi sodali.

So che il primo cittadino, eufemisticamente parlando, ha una grande stima di me, come anche io di Lui e, sono certo che vorrà dirci qualche cosa in più del suo brillante spin doctor che usa il social e non i comunicati stampa per ottenere un cadùco effetto emotivo. Sindaco ci faccia il nome e il cognome di questo soggetto che sembra perso ed eccitato dalle migliaia di visualizzazioni per le dirette e le centinaia di like che gli hanno già fatto vincere le elezioni del social del pollicione.

La sua azione sembra nettamente in antitesi con l’azione social manifestata.

Apprezziamo il suo lavoro “comunicativo” ma non sembra affatto in linea con il suo schivo stile di condotta che ne ha caratterizzato gli ultimi cinque anni. Ricordo al sindaco che il compianto Zygmunt Bauman, da Lui riconosciuto come maestro, considerava la società come una “modernità liquida”, proprio per indicare la labilità di qualsiasi costruzione epocale. Chi oggi mette like alle sue storie non necessariamente potrebbe confermargli riconoscenza con il suffragio del voto da qui a qualche mese. Nel vasto campionario sono inclusi tanti che prima lo disprezzavano, poi lo hanno incoraggiato durante la pandemia, e domani non gli daranno certezze di orizzonte. Tutto è liquido, una società sciolta. Parola di Zygmunt. Giusto per chiarezza.
Luciano Verdoliva