Angri. Lo sfratto. Cosimo Ferraioli, l’uomo delle recriminazioni

Capolavoro d'ingegneristica politica è stato lo sfratto pianificato della Caritas di Corso Italia che ospitava, anche bambini extracomunitari per il dopo scuola

Angri Sfratto Corso Italia
Angri Sfratto Corso Italia

Cinque anni fa chi ha votato Cosimo Ferraioli immaginava di svoltare da un certo modo di fare politica. Matrici e cultura diversa disattesi in meno di sessanta mesi tanto da fare rimpiangere l’ancien regime. Per nulla presente, mai pronto a un taglio di nastro, a dare almeno una pacca sulla spalla dei suoi concittadini, e con un manifesto piglio superiore, Cosimo Ferraioli era arrivato allo scorso febbraio ormai nella nebbia dell’oblio della defenestrazione e dall’azione commissariale. Mal sopportato. Una sentenza discutibile e il Covid-19 lo hanno riabilitato temporaneamente mettendo in risalto un aspetto oscuro del suo sindacato incolore. Aiutato da qualche amico “smanettone” dei social ha subito “fatto surf” sull’onda emotiva delle paure e dell’incertezza di una perduta normalità dei suoi concittadini.

La fase del terrore.

Con ordinanze discutibili e con le deleghe ha gestito l’emergenza dei pacchi tanto da attirare l’attenzione dei militari dell’arma. Cosimo Ferraioli lascerà in dote, da qui a breve, una città “scassata”, fatta di cantieri abbandonati annunciati da cartelloni portati via dal vento. Macerie urbane in Corso Italia, ex scuola elementare Fusco e Fondo Caiazzo con una tendo – struttura stracciata dal tempo e uno scalo ferroviario da riconvertire ad area mercatale ancora in fase di nebulosa progettazione. Non la lesinato, operando con mefitica intelligenza, qualche vendetta nei confronti dei suoi antagonisti mettendo alla gonga mediatica delle dirette social Covid-19 il consigliere Gianluca Giordano e una famiglia angrese con simpatie politiche avverse.

Lo sfratto alla Caritas.

Capolavoro d’ingegneristica politica è stato però lo sfratto pianificato della Caritas di Corso Italia che ospitava, tra l’altro, anche un gruppo di volontari che supportavano bambini extracomunitari nelle ripetizioni del dopo scuola (di cui parleremo dettagliatamente in seguito).

Dopo avere assicurato, seppure verbalmente, il supporto alla responsabile della struttura caritatevole Ferraioli ha, come solito cambiato idea, destinando per delibera ad altri usi lo stabile e compiendo il suo disegno di “estrazione della pietra dalla calzatura”. Qualcuno della variegata, litigiosa, discutibile e “assemblata” maggioranza uscita vittoriosa “per caso” dalla competizione del 2015 dimentica perfino che nella distribuzione dei pacchi della solidarietà sono stati usati gli elenchi in possesso della stessa associazione benefica. Poco importa. Uno scenario bene illustrato dalla vignetta del giornalista fumettista Giuseppe Afeltra: in calce “Non portava voti”. “Con delibera di giunta n. 54 del 6/5/2020 la Caritas viene definitivamente cacciata senza alcuna alternativa ed in un periodo di grande difficoltà economica, sociale e psicologica per tanti”.

Preso dai social.

C’è da essere tristi. La buona amministrazione non si manifesta con le foto “emozionali” sui social o, per soffcare il dissenso, bannado e servendosi di qualche fake d’attacco, in via d’identificazione, pronto a denigrare giornalisti e antagonisti. Solita viltà. Ferraioli sta trascinando il paese ad un epilogo incolore, di una triste stagione pre – elettorale della fase 2. Se questa è, di specie, la riabilitazione di Ferraioli è auspicabile, per il futuro, un lustro con il popolare commissario Valeri che in pochi mesi ha sbloccato molte situazioni critiche mai affrontate dalla gestione Ferraioli. Un commissario che si è saputo aprire alla cittadinanza.

Ferraioli figura di spessore.

Sono un inguaribile ottimista e confido ancora nella fine intelligenza di Cosimo Ferraioli, che reputo un buon sindaco, forse uno dei migliori, ma circondato di grigie figure e tanta autoritaria tristezza, in ogni “suo” singolo contesto. Un campionario umano di contorno da analizzare sui lettini di chi ha studiato Freud e Jung. Gli voglio un gran bene come ai personaggi di Giovanni Verga o quelli altrettanto problematici di Luigi Pirandello. Le mie non sono dotte citazioni come osserva qualche frustrato della tastiera ma comparazioni letterarie. Eufemismi. Concretamente: la gente ora vuole un sindaco vero, non “diversamente social”, con una giunta vera e competente.
Luciano Verdoliva