Coronavirus. “Letalità cala”, test Tocilizumab ok a Modena – Reggio

Contro il Covid-19 resta piu' che viva una speranza di cura grazie all'impiego del Tocilizumab, il farmaco di solito usato per la terapia della artrite reumatoide

Coronavirus tocilizumab
Coronavirus tocilizumab

Coronavirus. “Letalità cala”, test Tocilizumab ok a Modena – Reggio.

Contro il Covid-19 resta piu’ che viva una speranza di cura grazie all’impiego del Tocilizumab, il farmaco di solito usato per la terapia della artrite reumatoide autorizzato da Aifa per uno studio clinico di fase 2 coordinato dal Pascale di Napoli, fornito gratuitamente dal produttore Roche. Sono positivi, infatti, i riscontri ottenuti dalle analisi preliminari sul farmaco, sperimentato nel contrasto al coronavirus all’azienda ospedaliero-universitaria di Modena e all’azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia. Le speranze sono legittimate, soprattutto dai risultati di letalita’ a 30 giorni con riduzione della mortalita’ senza effetti collaterali significativi sui pazienti. Il farmaco ha quindi superato la prova: ora lo studio sara’ presto pubblicato su una rivista internazionale, in modo da consentire una revisione approfondita da parte della comunita’ scientifica.

L’analisi.

L’analisi primaria ha riguardato 301 pazienti registrati per lo studio di fase 2 (in 20 ore tra il 19 e il 20 marzo) e 920 pazienti registrati successivamente tra il 20 e il 24 marzo, provenienti da 185 centri clinici distribuiti in tutto il territorio italiano, inseriti nell’analisi con l’obiettivo di confermare i risultati osservati. “Il Tocilizumab- rileva Carlo Salvarani di Unimore, direttore della Struttura complessa di Reumatologia nonche’ uno tra i quattro autori del protocollo nazionale e coinvestigatore principale- e’ un farmaco biotecnologico, inibitore specifico dell’interleuchina 6, una citochina che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria ed e’ implicata nella patogenesi di molte malattie in cui vi e’ una importante risposta infiammatoria, in particolare le malattie autoimmuni”. Nelle piu’ gravi polmoniti da Covid-19, quelle che hanno la prognosi piu’ severa, dice ancora Salvarani, si e’ notato che il problema principale non e’ il virus ma l’abnorme risposta del sistema immunitario, una vera e propria tempesta citochinica. Questa eccessiva risposta immunitaria e’ in parte governata dalla interleuchina-6 e la sua inibizione puo’ quindi ridurre questa risposta immunitaria abnorme con eccessiva infiammazione, e quindi ridurre il danno polmonare”.

Sui 301 pazienti, aggiunge Cristina Mussini, principal investigator locale dello studio sul Tocilizumab: “Erano stati tutti ricoverati in ospedale a causa di un quadro di polmonite insorto in corso di infezione da coronavirus, e presentavano segni di insufficienza respiratoria. Sono stati invece esclusi da questa analisi i pazienti intubati da oltre 24 ore, che saranno oggetto di ulteriore approfondimento”. Aifa, intanto, dice di valutare “positivamente questo studio realizzato in condizioni di emergenza con alcune limitazioni e problematicita’ legate all’accesso al farmaco” e si afferma in una loro nota che “lo studio non fornisce una prova definitiva di efficacia del Tocilizumab in pazienti con polmonite da Covid-19, trattandosi di uno studio non comparativo, di fase 2. L’analisi congiunta di questo studio, assieme agli studi randomizzati in corso, consentira’ quindi di ottenere una stima affidabile della entita’ del possibile beneficio”.

Lud/ Dire