Coronavirus. Da presidi di sicurezza a minaccia ambientale

Un miliardo di mascherine, 9 mila metri cubi di gel igienizzante, 456 milioni di guanti. Questi sono i numeri delle forniture che ogni mese vengono utilizzate in Italia in questa fase di ripartenza

Eco sostenibilità ambiente
Eco sostenibilità ambiente

Un miliardo di mascherine, 9 mila metri cubi di gel igienizzante, 456 milioni di guanti. Questi sono i numeri delle forniture che ogni mese vengono utilizzate in Italia in questa fase di ripartenza. La cosa impressionante è che tutto questo materiale deve essere poi smaltito. Una ulteriore e drammatica conseguenza del Coronavirus, dunque, potrebbe essere il problema sanitario che nascerebbe dal non corretto smaltimento dei cosiddetti dpi, un problema che la Cina sta affrontando da giorni, dove sono oltre 20 le città sommerse di mascherine, guanti e tute usate, e lo sbarazzarsi di questi materiali procede con molta difficoltà.

I nuovi rifiuti.

Certo non siamo a questi livelli, ma l’allarme potrebbe scattare nel momento in cui l’inciviltà tra i cittadini man mano aumenta. È già visibile infatti in ogni luogo l’abbandono selvaggio di materiale legato al coronavirus: mascherine e guanti di ogni genere e qualità li ritroviamo dappertutto, per non parlare poi di fazzoletti di carta che già prima della pandemia imbrattavano le nostre strade. Il problema è serio e purtroppo diffusissimo; oltre al problema del contagio si va incontro ad una vastissima catastrofe ambientale. Si sa che questo tipo di rifiuto va raccolto nell’indifferenziata, ma c’è un problema: i soggetti asintomatici portatori di virus potrebbero contagiare se non osservano scrupolosamente ciò che dice la scienza.

Lo smaltimento: un problema.

Infatti gli scienziati su questo sono stati chiari. Una circolare dell’Istituto Superiore di Sanità spiega che chi è in quarantena perché positivo al Covid-19 non deve fare la raccolta differenziata ma mettere tutto, mascherine e guanti, anche i fazzoletti usati, dentro uno stesso sacco, possibilmente doppio. Alle aziende che gestiscono la raccolta dei rifiuti viene raccomandato poi di stabilire giri dedicati per raccogliere i sacchi presso le abitazioni in cui sono presenti persone in quarantena obbligatoria.

Ma tutto questo potrebbe non bastare: come si fa, infatti, a sapere se tra le persone che non sono in quarantena obbligatoria non ci sono soggetti portatori asintomatici del virus? A questo e ad altri ulteriori domande si aspettano risposte dalla scienza. Aldo Severino.