Pagani al voto, le speranze oltre le macerie

Restano un commissariamento, schieramenti politici frammentati da scontri e dissapori personali e un consiglio comunale dilaniato da spaccature, che molti chiedono di sciogliere

Pagani Comune
Pagani Comune

Cambiare, voltare pagina, dare spazio a volti nuovi. È il refrain che risuona, alla vigilia di ogni campagna elettorale, in quasi tutti i comuni chiamati al voto. A Pagani, questo ritornello si sente già forte, a pochi mesi da un voto inaspettato e prematuro, che arriva a un anno dalle ultime amministrative.

L’amarezza dei cittadini

Sui social si susseguono i commenti amari di cittadini delusi che auspicano l’uscita di scena di quei politici che, negli ultimi anni, hanno gestito la cosa pubblica. Un malumore che serpeggia da tempo, acuito dalle recenti vicende politico-amministrative.

Gambino ter, restano le macerie

È durata poco l’amministrazione Gambino ter, morta ancor prima di nascere a causa della incandabilità del sindaco eletto. Restano un commissariamento, schieramenti politici frammentati da scontri e dissapori personali e un consiglio comunale dilaniato da spaccature, che molti chiedono di sciogliere. Un’esperienza amministrativa che ha lasciato segni profondi in una città che, da anni, lotta contro emergenze mai risolte, i conti da risanare e una comunità, divisa in fazioni, da ricostruire. Il dissesto finanziario, società in scadenza e lavoratori a rischio, aree da riqualificare, commercio da rilanciare, opere pubbliche da avviare e l’elenco potrebbe proseguire. Problemi antichi ai quali si somma la crisi innescata dal Covid19. Tempi duri per imprese, famiglie e per gli stessi Comuni.

La speranza

Servono uomini e donne capaci di fronteggiare queste difficili situazioni. C’è bisogno di competenza e serietà, di concretezza e sobrietà. Pagani non merita le faide tra gruppi, la sete di potere, il desiderio di rivalsa, le coalizioni che nascono per surclassare l’avversario e che non riescono a governare. Pagani merita di essere amministrata bene, i cittadini meritano servizi adeguati, i giovani meritano una speranza. Chi non è in grado di raccogliere la sfida, di garantire massimo impegno, di sostenere il peso di una esperienza a dir poco ardua farebbe bene a riflettere prima di mettersi in gioco. La speranza è che uomini e donne animati da entusiasmo, professionisti seri e stimati, i rappresentanti della tanto evocata “società civile” escano dai loro studi e dalle loro case per metterci impegno, faccia e idee per costruire sulle macerie e che gli elettori facciano appello al loro senso critico prima di apporre la croce sulla scheda e non dopo, quando è ormai troppo tardi.

Tiziana Zurro