Pagani. L’annus horribilis: decadenza, dissesto e scioglimento…

Un anno dopo l'elezione dell'incandidabile Gambino, arriva lo scioglimento.

Alberico Gambino
Alberico Gambino

Un anno fa, a Pagani c’era chi festeggiava e prometteva la rinascita. Dall’altro lato, c’erano gli sconfitti, delusi dal risultato ma pronti ad opporsi e a controllare, a esaminare e a giudicare il lavoro degli altri. C’era chi, dopo il cammino decideva di fermarsi per cedere il passo a giovani pronti a calcare la scena politica.

Poco dopo la proclamazione del sindaco, però, era già chiaro che il percorso di quella amministrazione sarebbe stato ricco di ostacoli e che i colpi di scena non sarebbero mancati. Sfortunatamente, stavolta la realtà ha superato la fantasia.

Dodici mesi dopo, non c’è più alcun motivo per festeggiare. Le lacrime non sono di gioia ma frutto dello sconforto. Si può solo riflettere all’ennesima sconfitta di una classe politica che non è riuscita a mantenere le promesse, che ha deluso le aspettative dei suoi elettori e che ha scritto una delle pagine più brutte della storia della città. Liti, attacchi, denunce e scioglimento, questi i ricordi che hanno lasciato gli amministratori.

L’ennesimo scioglimento

Pagani è di nuovo commissariata. Lo era già, in realtà, dopo l’uscita di scena dell’incandidabile Gambino e le dimissioni della sua ex fedelissima, l’ex facente funzioni Anna Rosa Sessa. Ora lasciano i loro banchi anche tutti i consiglieri comunali che, ieri non votando il bilancio, si sono autoeliminati. Ora si attendono le mosse del Prefetto e lo scioglimento ufficiale.

Il ritorno alle urne

Un anno dopo il voto, si tornerà alle urne. I protagonisti della battaglia saranno quasi sicuramente gli stessi, anche se schierati in coalizioni rinnovate. Negli ultimi mesi, infatti, si sono registrati addii e inediti avvicinamenti. Sui manifesti vedremo quasi sicuramente le stesse facce viste un anno fa. D’altra parte, con una campagna elettorale ridotta a poche settimane e del tutto diversa dalle altre, considerato che si svolgerà in piena estate e con le regole ferree dettate dall’emergenza Covid19, risulta più complicato puntare su quel volto nuovo che tutti sembrano desiderare.

Sarà diverso lo scenario e saranno ancor più difficili le condizioni in cui versa Pagani. È stato dichiarato il dissesto finanziario, la città vive nuove criticità legate all’emergenza Coronavirus, la gente è amareggiata e sfiduciata. E anche la speranza fatica ad affacciarsi sullo scenario cupo che si è venuto a creare.

Un anno dopo le elezioni, non solo la rinascita non c’è stata ma Pagani sembra essere tornata indietro. Quel dissesto che da anni aleggiava sul Comune ora è stato dichiarato. A nulla sono serviti i piani di rientro, i tagli, gli aumenti delle tasse e i sacrifici di una città intera.

I prossimi anni saranno ancora anni duri, di risanamento e rinunce. Si avverte, oggi più di prima, la necessità di una classe dirigente seria e responsabile, capace e competente. Pagani è stanca delle guerre tra bande, dei personalismi esasperati, dei capricci e delle smanie di qualcuno. Pagani vuole rinascere. Stavolta, per davvero!

Tiziana Zurro