Scafati. Dissequestrata l’isola ecologica Acse. Il Pm: “necessario approfondire”

Il pm Anna Chiara Fasano dissequestra temporaneamente l'area di via Catalano. All'Acse fu contestata l'assenza di autorizzazione di scarico acque reflue in rete fognaria

Dissequestrata l’isola ecologica Acse di via Domenico Catalano. Il Pubblico Ministero del Tribunale di Nocera Inferiore, Anna Chiara Fasano, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato nominato dalla partecipata, Antonio D’Amaro. I sigilli sono stati rimossi per permettere il ritiro dei rifiuti speciali depositati nell’area oltre e ripristinare lo stato dei luoghi. “Sono felice che sia stato dissequestrato il nostro sito, mi auspico che presto il provvedimento sarà definitivo, anche perché la nostra partecipata ha documentato come non sia stato commesso alcun illecito – così Daniela Ugliano, consigliera delegata all’Ambiente – da parte nostra non si è mai dubitato della capacità e serietà amministrativa del dottor Daniele Meriani”. L’isola ecologica fu sequestrata dai carabinieri del Noe lo scorso 11 maggio. Alla società partecipata fu contestata l’assenza di autorizzazione per l’immissione delle acque di scolo del piazzale in fognatura. O meglio, l’atto era scaduto sul finire dello scorso febbraio e non rinnovato. “La società non aveva rinnovato l’autorizzazione agli scarichi perché aveva adottato un diverso sistema di smaltimento delle acque reflue – scrive il legale nell’istanza – sin dal mese di gennaio la condotta di scarico delle vasche imhoff nella fognatura comunale veniva chiusa ermeticamente” e il loro contenuto veniva successivamente prelevato da azienda specializzata esterna. Il magistrato ha anche disposto ulteriori approfondimenti da parte del Noe, mancanti nel corso del sopralluogo che ha portato al sequestro del sito. Necessario relazionare urgentemente sullo stato dei luoghi e la situazione autorizzativa, nonché la regolare procedura di smaltimento utilizzata dall’Acse, compreso rilievi fotografici. Un approfondimento che lascia perplessi sulla modalità con la quale il nucleo ambientale l’11 maggio aveva disposto i sigilli all’area, a quanto pare in assenza di idonea documentazione allegata alle contestazioni sollevate contro la società scafatese che si occupa della raccolta dei rifiuti.

Adriano Falanga