Scafati. Incendio ai Depositi Acanfora, si indaga sul dolo

Gli imprenditori hanno escluso minacce o quanto altro avrebbe potuto comportare una simile violenta reazione.

Scafati Incendio
Scafati Incendio

Prende corpo l’ipotesi del dolo, ad aver provocato lo spaventoso incendio che ha distrutto il magazzino della Depositi Acanfora srl in via Passanti. Acquisito dai carabinieri che indagano sulla vicenda anche un video girato dall’alto con un drone e finito sui social, che mostra il momento in cui c’è stato lo scoppio. Le immagini raccontano di focolai diversi, avvenuti a distanza l’uno dell’altro all’interno del deposito in cui sono stoccati centinaia di bancali di prodotti dell’industria conserviera. La Depositi Acanfora fa capo a De Vivo Alfonsina, moglie del noto industriale del ramo conserviero Vincenzo Acanfora, amministratore della Acanfora Srl, dichiarata fallita il 16 luglio 2019 e in attesa della prima udienza presso il Tribunale fallimentare Di Nocera Inferiore, che si terrà il prossimo 22 ottobre.

LE INDAGINI

I carabinieri hanno lavorato tutta la notte, avviando subito le indagini e interrogando la famiglia Acanfora, alla ricerca di elementi utili per identificare la matrice del dolo. Gli imprenditori hanno escluso minacce o quanto altro avrebbe potuto comportare una simile violenta reazione. Sono state necessarie decine di autobotti dei Vigili Del Fuoco del comando provinciale di Salerno e del distaccamento di Nocera Inferiore per domare le fiamme, evitando che potessero estendersi alle altre aziende circostanti e al Palamangano di proprietà comunale.

LE ISTITUZIONI

Ha seguito le operazioni sul posto il sindaco Cristoforo Salvati. “Sono vicino ai nostri imprenditori – dice – I Vigili Del Fuoco con i carabinieri e la nostra Polizia Municipale hanno svolto un lavoro encomiabile. Nonostante le difficoltà dovute al forte vento e all’ampiezza delle fiamme, sono riusciti a circoscrivere l’incendio, ed evitare che potesse estendersi alle strutture adiacenti”. Il primo boato è stato avvertito a chilometri di distanza, a seguire migliaia di piccole esplosioni dovute all’alta temperatura che mandava in ebollizione i barattoli di prodotti conservati stipati. Decine di questi sono stati ritrovati anche ad oltre 50 metri di distanza. Considerata la zona a ridosso del cimitero, isolata da abitazioni, non si sono registrati feriti o danni importanti a terzi.

L’AMBIENTE

L’area ieri mattina era avvolta da un fumo denso e acre, messa in sicurezza la zona, questa è stata affidata ai Vigili Del Fuoco. “All’interno sono presenti ancora piccoli focolai sotto il materiale giacente, che stiamo spegnendo di volta in volta” conferma il colonnello Giordano. I barattoli continuano a scoppiare, e questo non rende ancora sicuro un dettagliato sopralluogo interno per la perizia tecnica, e la stima dei danni, che sono comunque ingenti. Ci vorranno almeno altre 48 ore fanno sapere i tecnici. Il Comune ha disposto la chiusura del cimitero, rinviando anche l’attesa apertura del mercato settimanale prevista per domani. “L’Arpac è intervenuta dal primo mattino per il monitoraggio dell’aria” spiega l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia, che ha invitato i residenti a non aprire le finestre. “Controlli sulla qualità dell’aria che in generale sono assenti nella nostra città, priva di centraline. Tra l’altro la presenza del fiume Sarno, rende già tra le più complesse la situazione respiratoria nella nostra città”, l’intervento di Michele Russo, consigliere di opposizione.

Adriano Falanga