Scafati. La giunta approva il nuovo Pip. “Obiettivo importante per il rilancio occupazionale”

La giunta Salvati approva il nuovo Pip. Oltre 97mila quadri per un primo stralcio. Lo strumento riprende il vecchio progetto scaduto e sul quale pende un debito di circa 22milioni di euro

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Scafati, la giunta approva il nuovo Pip. “Lo sviluppo di una comunità passa per il rilancio occupazione. A distanza di un anno dal nostro insediamento abbiamo raggiunto un obiettivo importante”. Cristoforo Salvati ha voluto presentare in conferenza stampa, dal suo ufficio al secondo piano di Palazzo Mayer, la delibera con la quale la sua giunta ha adottato il nuovo Piano di Insediamento Produttivi. Con lui il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio, il consigliere delegato al Pip Giovanni Bottone, l’assessore ai Lavori Pubblici Nunzia Di Lallo e l’architetto Antonio D’Amico, responsabile dell’ufficio Tecnico. Quest’ultimo è alla fine della sua esperienza scafatese. “Il procedimento per il nuovo Pip è stato avviato dalla commissione straordinaria e da noi approvato a distanza di un anno. Sostanzialmente questo progetto riprende il precedente, scaduto dopo 10 anni” spiega il professionista. Si tratta di un primo stralcio di 97mila mq di superficie utile. “Non è diviso in lotti, ma in comparti che saranno suddivisi poi in lotti in relazione all’esito della manifestazione di interesse che sarà fatta – aggiunge ancora D’Amico – abbiamo riadattato quindi il piano scaduto, l’aspetto urbanistico è sempre lo stesso”. E’ lo stesso primo cittadino ad evidenziare il lavoro svolto dai commissari prefettizi che lo hanno preceduto. “La nostra è la continuazione della gestione commissariale che in questo caso ha ben lavorato e non ha fatto immobilismo. I commissari avevano incontrato gli imprenditori per capire se ci fosse ancora la loro disponibilità”. Una volontà che è stata espressa anche allo stesso Salvati durante la sua campagna elettorale. “Sono stati loro a chiederci il nuovo Pip, perché vogliono restare e investire a Scafati”. Prossimo step un nuovo incontro con gli imprenditori già dalla settimana prossima, successivamente sarà avviata la manifestazione di interesse cercando di arrivare entro tempi ragionevoli alla definizione di un progetto esecutivo, così da riuscire ad avviare le prime opere di urbanizzazione grazie ai 7 milioni di euro già disponibili ed erogati dalla Regione Campania ai commissari. Finanziamento intercettato con un lavoro redatto dall’ex responsabile dell’area Pip della giunta Aliberti, oggi leader dell’opposizione, Michele Russo. “La manifestazione di interesse terrà conto delle esigenze del territorio che emergeranno dagli incontri con gli investitori” puntualizza Salvati. Rispetto al primo progetto, i cui debiti hanno letteralmente affossato le casse di Palazzo Mayer, l’area oggi è interessata dall’imminente apertura dello svincolo con la statale 268, collegata alla bretella autostradale. Un’opera che sarà servita da una rotonda stradale “già prevista fin dal 2009 e mai concretizzata”, ricorda Santocchio. “Stiamo studiando prezzi di assegnazione contenuti, per dare modo di creare sviluppo nei prossimi 10 anni, oltre a girare gli incassi agli espropriati” aggiunge il capo dell’Assise. “Stiamo incontrando gli ex assegnatari” precisa Giovanni Bottone. Un dato non affatto indifferente, considerato che gli ex assegnatari, oltre 20 imprenditori, avevano versato alla ex Agroinvest oltre 4,5 milioni di euro, mentre una ventina avevano comunicato formale rinuncia all’assegnazione chiedendo indietro le caparre versate, per ulteriori 1,4 milioni di euro circa. “Gli ex assegnatari avranno un canale privilegiato, le somme precedentemente versate saranno considerate come acconto” anticipa Santocchio. Secondo la stima di Salvati, il progetto  poterà non meno di 200 nuovi posti di lavoro.

I DEBITI E IL CONTEZIOSO CON AGROINVEST

Il vecchio progetto, scaduto dopo dieci anni, ha lasciato in eredità un debito potenziale di circa 22milioni di euro. I debiti Pip rappresentano senza dubbio la prima voce che ha comportato l’adozione del piano di riequilibrio, voluto dalla commissione straordinaria nel luglio 2017 e approvato quasi tre anni, con l’amministrazione Salvati, dalla Corte dei Conti. Il debito nasce nel momento in cui i 250 proprietari terrieri impugnano i decreti di esproprio dinanzi prima al Tar poi alla Corte d’Appello di Salerno, per una rimodulazione delle indennità a loro spettanti, e decise anni indietro. Dinanzi alla Magistratura si costituirà soltanto l’ex Agroinvest e mai il Comune di Scafati “in virtù della convenzione in corso e anche dalla convinzione che nel Cda della società erano stati sempre presenti rappresentanti del Comune di Scafati, anche con ruoli gestionali e poteri di gestione”. A spiegarlo è l’avvocato Raffaele Marciano, responsabile Avvocatura, citando in giudizio l’Agenzia dello Sviluppo Territoriale per la valle del Sarno, ex Agroinvest. La Corte D’Appello accoglierà le richieste degli espropriati raddoppiando le indennità loro spettanti. Ed è a questo punto, secondo il legale di Palazzo Mayer, che nasce il presunto inadempimento della società convenzionata. “Per non aver depositato le indennità di esproprio provvisorie e definitive, determinando quindi per il Comune di Scafati un notevole sbilanciamento e deficit nel bilancio comunale, sino all’avvio del piano di riequilibrio e di un probabile dissesto finanziario”. Nel piano vengono riconosciute agli espropriati il 50% delle somme previste nelle emesse sentenze, dilazionate in otto anni. La tesi dell’avvocato Marciano, supportata dalla relazione prodotta dall’ufficio Controllo Analogo, verte verso l’esclusiva responsabilità della società incaricata dell’attuazione del Pip. “Nell’originaria convenzione si legge testualmente che il Comune di Scafati nell’ipotesi di vana ed immotivata scadenza dei tempi previsti dal cronoprogramma, avrà la facoltà di risolvere i rapporti e di richiedere un risarcimento dei danni eventualmente patiti”. Un indennizzo quantificato in quasi 22 milioni di euro. Da sottolineare, che seppur in momenti diversi, sia Cristoforo Salvati che Mario Santocchio, oggi Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale, sono stati al vertice della Agroinvest, per volontà dell’amministrazione allora guidata da Pasquale Aliberti.

Adriano Falanga