Scafati riparte, gli appelli del sindaco Salvati e del parroco De Luca

Una ripartenza all’insegna dell’ottimismo, della responsabilità e della sussidarietà.

La ripartenza scafatese coincide con la definitiva guarigione della paziente 1, l’anziana donna arrivata da Casalpusterlengo il 20 febbraio scorso. La donna è stata dichiarata guarita dopo gli altri suoi quattro familiari a cui aveva trasmesso il virus. Nel contempo si registra un nuovo caso, il 65mo, ed è relativo ad una giovane donna familiare di un operatore sanitario già positivo e prossimo alla guarigione. Scendono così a 17 gli attualmente positivi. Tranquillità anche al Covid Hospital Scarlato, la struttura sta cominciando a prepararsi per la gestione ordinaria. In Medicina cominciano ad arrivare pazienti no covid, mentre la sub intensiva da Giungo dovrebbe conservare la zona rossa, ma ritornare operativa nela originaria veste di pneumologia. I Covid non gravi troveranno ospitalità al Malattie Infettive. Vuota anche la Terapia Intensiva. Una ripartenza all’insegna dell’ottimismo, della responsabilità e della sussidarietà. “Il mio primo pensiero oggi va a tutti i commercianti. A loro la mia vicinanza per le difficoltà che, inevitabilmente, hanno dovuto fronteggiare, con l’impegno a fornire qualsiasi supporto possibile, nel rispetto della legge, per sostenerli in questa fase di ripartenza  – le parole del sindaco Cristoforo Salvati – A tutti noi scafatesi tocca il compito di fare la nostra parte: spendere nei nostri della nostra città, investire nelle attività della nostra Scafati, contribuire a far ripartire davvero questo territorio”.

Un appello molto sentito arriva anche da Don Peppino De Luca, parroco di San Francesco Di Paola. “Ciascuno è chiamato alla responsabilità, a rispondere, dunque, della vita del proprio fratello; a prendersi cura di lui” scrive sulla sua pagina social il prelato, richiamandosi alla narrazione biblica di Caino contro Abele. Don Peppino elenca 5 urgenze “irrinunciabili” per la ripartenza. Indossare i dispositivi di protezione personale, ricordarsi dei bambini: “ingoiati dall’isolamento e dalle difficoltà economiche e relazionali delle loro famiglie” e per quest’ultime: “La mano fratricida di Caino è sempre alzata e ha la faccia dello strozzino di turno che presta soldi con interessi altissimi, alimentando il mercato dell’usura”. L’appello a sostenere le attività locali: “Siamo chiamati ad “adottare” coloro che lavorano nel nostro territorio. Se il tessuto economico locale si riprende, si riprende anche la comunità intera”. Infine, l’invito alle Istituzioni: “Bisogna uscire dalla gabbia della “straordinarietà” che accompagna da anni (troppi) la macchina amministrativa per entrare in una fase progettuale di largo respiro – sottolinea De Luca – Abbiamo bisogno di vivere la nostra città e non di sopravviverci. Abbiamo bisogno di una riflessione allargata e condivisa sul nostro vivere insieme e del futuro che vivranno gli altri che verranno dopo di noi, delle generazioni future”.

Adriano Falanga