Scafati. Scontro infinito. Salvati querela l’onorevole Monica Paolino

Una denuncia Istituzionale quella prodotta dalla Giunta di Cristoforo Salvati contro la consigliera regionale Monica Paolino

Monica Paolino Pasquale Aliberti
Monica Paolino Pasquale Aliberti

Una denuncia Istituzionale quella prodotta dalla Giunta di Cristoforo Salvati contro la consigliera regionale Monica Paolino. L’esecutivo scafatese ha dato infatti mandato all’avvocato Raffaele Marciano, responsabile dell’Avvocatura, di adire per vie legali contro le dichiarazioni pronunciate dall’esponente di Forza Italia. O meglio, contro il contenuto di una missiva, poi resa pubblica, che l’onorevole regionale ha indirizzato al Prefetto di Salerno Francesco Russo, chiedendo un incontro urgente sulla base di quanto lo stesso Salvati denunciava a seguito dell’attentato bombarolo nei riguardi di un’attività commerciale.

Parole ritenute diffamatorie.

Le parole della Paolino sono state interpretate come un atto diffamatorio nei riguardi non dei singoli esponenti politici, bensì dell’immagine e operato dell’amministrazione. Da qui la ferma decisione del primo cittadino di produrre un’azione legale tramite Palazzo Mayer. Una scelta che non ha avuto però l’unità degli assessori, avendola sottoscritta in 5 su 8. “Caro Sindaco Salvati, pensavo che questa amministrazione avesse raggiunto il record delle brutte figure e della nullafacenza ed invece, ho scoperto, che non c’è mai limite all’incapacità e al ridicolo – la replica della Paolino – Apprendo dai giornali che lei, con il placet della sua Giunta, mi ha querelato per ‘calunnia’, affidando l’incarico ad un avvocato sicuramente amico, pagato con i soldi dei contribuenti. Motivo? Ho osato segnalare al Prefetto, nel mio ruolo di consigliere regionale, una preoccupazione legittima: quella espressa proprio da Lei in un’altra lettera, in cui denunciava l’insinuarsi della camorra nel tessuto comunale”.

Uno scontro istituzionale tra esponenti di centrodestra.

Uno scontro istituzionale tra esponenti di centrodestra, gli stessi oramai che fin dal 2010 hanno comportato una frattura insanabile, finendo il più delle volte nelle aule di Giustizia. “Forse aveva paura che gli stessi personaggi border line, quelli che le hanno consentito di vincere le elezioni per una manciata di voti, potessero tornare a chiedere il premio per averle concesso di diventare Sindaco? Perchè se questa preoccupazione viene dal Sindaco è consentita e se sono io, un consigliere regionale, ad esprimerla, con l’intento di rafforzare e supportare il ‘suo’ allarme, non va più bene?” incalza la Paolino. “Imbavagliare, zittire una donna, un consigliere regionale che ha semplicemente supportato la ‘sua’ tesi? Che ha espresso le sue idee? Con denunce, minacce, invenzioni su abusi edilizi solo per odio personale, quello stesso odio che leggo nella denuncia firmata in parte dagli stessi personaggi che hanno un ruolo chiave come teste dell’accusa nel processo Sarastra. Non le pare strano? Non le sa di accanimento? Di persecuzione?”.

Le parole della Paolino.

Lady Aliberti non ha freni. “Le ricordo che la sua maggioranza é la più indagata della storia di Scafati, alcuni per motivi di camorra, come ha dichiarato anche lei sui giornali. E lei da sindaco immacolato si porta dietro due condanne recenti della Corte dei Conti, un abuso in atto d’ufficio e un falso in atto pubblico. La sua non é la politica che il popolo si aspettava, la sua é una politica di palazzo, chiusa, inaccessibile. E lo ha dimostrato anche nel corso della Pandemia, abbandonando le redini della gestione amministrativa e trattando come appestati i ricoverati nell’unità di crisi. Avrò piacere se si aprirà un fascicolo sulle denunce fatte da questa maggioranza nei miei confronti, perché quello che preparerò sui personaggi sopra elencati sarà utile al Prefetto e al Ministero degli Interni, per capire che siamo davanti ad un’amministrazione pessima, la peggiore che Scafati abbia mai avuto”.

Dalla Giunta Salvati tira dritto, difendendo la sua scelta. “Non possiamo essere diffamati da chi è sotto processo per 416 ter, assieme ai responsabili dello scioglimento del Comune”. Al primo cittadino fa eco Alessandro Arpaia. “La denuncia serve proprio per spronare la Magistratura a chiarire e accertare il ripetuto fango che la nostra amministrazione riceve quotidianamente, a garanzia non dei politici, ma delle Istituzioni scafatesi”.
Adriano Falanga